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WEC, Spa: il grande giorno BMW

Immagine del redattore: Matteo Landi
Matteo Landi
9 mag
Tempo di lettura: 2 min

In Belgio arriva una doppietta BMW nel giorno del primo successo del marchio tedesco. La migliore Ferrari è terza. 



Poteva essere la prima volta Peugeot ed invece è arrivato il grande giorno BMW. Robin Frijns, René Rast e Sheldon van der Linde arrivano in corsia box e la festa ha inizio. La prima vittoria della casa tedesca nel WEC, nella gara di casa del team WRT. Forse neanche nei loro sogni migliori potevano pensare che sarebbe successo così, sulla pista di Spa, con una doppietta, battendo la Ferrari campione del mondo. Negli ultimi giri Antonio Fuoco ha provato a rovinare la festa della casa tedesca, provando a recuperare in curva quanto perso in rettilineo. Una qualifica strana, indecifrabile, aveva relegato la migliore Ferrari, proprio la 50 dell’equipaggio del pilota calabrese, in ottava posizione. L’altra protagonista della gara inaugurale di Imola, la rinnovata Toyota, non era riuscita a far meglio della 12esima piazza, con la migliore vettura bianco-rossa. Il BoP non è noto, per volere della Federazione, e durante questa stagione sarà praticamente impossibile capire quali sono e saranno i valori in campo, al netto dei pesi e delle potenze imposte dal sistema di “livellamento”. Dal grande giorno Peugeot, prima pole position ottenuta da quanto esiste il WEC, al primo successo BMW in questo campionato, addirittura completato da una strepitosa doppietta. Fuoco, appunto, ha tentato fino all’ultimo metro di ottenere un secondo posto che avrebbe avuto del miracoloso, considerando la performance non eccezionale del Cavallino Rampante. Ed invece l’equipaggio composto da Raffaele Marciello, Kevin Magnussen e Dries Vanthoor ha festeggiato un secondo, inatteso, posto. La terza piazza di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen è comunque un risultato che tiene a galla la Ferrari nel campionato costruttori, giunto al termine di una sei ore agrodolce per la Rossa. La 51 ha terminato il suo tentativo di rimonta con un contatto che l’ha costretta al ritiro. La 83 di AF Corse non è riuscita ad andare oltre ad una sesta posizione che comunque ha quasi del miracoloso considerando che la “giallona” ha spesso navigato fuori dalla top ten dopo una qualifica particolarmente difficile. 


Il sogno Peugeot è durato un niente. La Cadillac ha condotto, fatto la voce grossa, ma alla lunga è venuta fuori la Toyota, che ha giocato con la strategia. Poi nel finale, la migliore vettura nipponica, la n.7, ha dovuto arrendersi addirittura all’Aston Martin dell’equipaggio Tincknell-Gamble-Gunn. E così il weekend belga è divenuto il fine settimana delle prime volte: oltre agli ottimi risultati di Peugeot nella hyperpole, e di BMW in gara, è arrivato il primo risultato di rilievo anche per la “verdona”, ottima quarta. Se la sei ore di Imola sembrava proiettarci in un campionato all’insegna della rivalità Toyota-Ferrari, la gara di Spa ci consegna la certezza che…nulla è certo. I distacchi sono contenuti: BoP e la diversa conformazione dei circuiti ci regaleranno altre sorprese. 


In LMGT3 arriva un successo McLaren


Il Cavallino Rampante poteva festeggiare una vittoria, quella di tappa nella categoria LMGT3. Una penalità ha però costretto al quarto posto la 296 di Alessio Rivera, François Hériau e Simon Mann. Il successo è stato quindi artigliato dalla McLaren condotta da Antares Au, Marvin Kirchhöffer e Thomas Fleming, partiti addirittura dalla 15a posizione di classe! 

 
 
 

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