F1, Spagna: la fortuna aiuta gli audaci
Antonelli vince ancora, stavolta sfruttando una virtual safety car. Kimi sembra non aver più rivali. Verstappen, secondo, precede Norris. Ferrari ancora giù dal podio!

Dalla vittoria di classe pura ottenuta a Monza, a quella baciata dalla fortuna di Madrid. Non ci sono più limiti per Antonelli, sembrano non esistere più avversari in grado di arginare la sua forza e contenere la sua cavalcata verso il titolo. La vittoria oggi sembrava nelle mani di Norris. Lando aveva ottenuto una pole position stellare, all’ultimo tuffo. La sua McLaren non sembrava in grado di combattere con Mercedes, Red Bull e Ferrari ed invece, con il guizzo del campione, il britannico era riuscito, per pochi millesimi, a garantirsi la partenza dalla prima piazzola. Sul temuto tracciato madrileno, un veloce budello delimitato dai muretti, tutti sapevano che prima o poi sarebbe uscita la vettura di sicurezza a ricompattare il gruppo, oppure che avremmo assistito ad una neutralizzazione grazie alla virtual safety car. Quest’ultima situazione si è effettivamente verificata, ma nel momento peggiore per Norris, ed in quello migliore per Antonelli e Verstappen. La fortuna aiuta gli audaci, recita il detto, però la Direzione Gara avrebbe potuto considerare maggiormente le conseguenze sportive della sua decisione: l’esposizione del cartello VSC è arrivato subito dopo il passaggio di Norris dal rettilineo principale, impedendogli di fare la sosta nel momento più opportuno. Se anche certe circostanze adesso girano a favore di Antonelli è chiaro che per gli avversari le possibilità di lottare per il titolo sono prossime allo zero. Lo sono per Russell, oggi mestamente quinto, distante 81 punti dal leader del mondiale, e per Hamilton, ritirato per problemi ai freni. Il pilota nella condizione migliore (Antonelli a parte), in questo frangente del campionato, è senza dubbio Norris: con il mondiale 2025 in saccoccia l’inglese sembra non temere più nessuno, e la sua McLaren è tornata a far paura a tutti, persino alla Mercedes. Purtroppo per il pilota oggi terzo classificato, beffato anche da Verstappen, i punti persi ad inizio stagione si stanno rivelando determinanti e realisticamente potrà lottare solo per il platonico titolo di vicecampione del mondo. L’Italia attendeva da anni un pilota in grado di lottare per il titolo: si è ritrovata non un contendente, ma un dominatore.
Ferrari: urge trovare il passo in qualifica
L’uomo che sussurrava alle gomme: così potremmo definire Leclerc in versione GP di Spagna. La Ferrari lo ha lasciato in pista, e lui si è fatto quasi tutta la gara con lo stesso set di gomme dure e da leader ha sperato in qualcosa che non si è verificato. La pista di Madrid prometteva incidenti, tante battaglie, ed invece i piloti sono stati piuttosto attenti a non fare danni e l’unica virtual safety car, in definitiva, ha giocato a sfavore di Charles. Ce ne fosse stata una seconda il monegasco avrebbe potuto aspirare al podio, con una bandiera rossa l’obiettivo sarebbe diventato il successo. Il problema è proprio questo: la Ferrari di oggi non riesce a vincere con le sue forze. E si scopre persino inaffidabile. Se Leclerc ha portato a casa una quarta posizione che non da morale, peggio è andata ad Hamilton. La vettura dell’inglese ha accusato un problema ai freni che lo ha costretto al ritiro. La Rossa potrà lottare per qualche successo di tappa entro la fine della stagione? All’inizio del campionato chiunque faticava a capire queste F1 semi-elettriche, dai piloti agli ingegneri. Adesso le variabili si sono ridotte: le squadre hanno compreso il funzionamento di queste power unit, ed i piloti hanno imparato a gestire le fasi di ricarica e rilascio di energia. L’impressione è che vincere con la vettura meno performante sia sempre più difficile. Soprattutto se Leclerc e Hamilton continueranno a faticare in qualifica, considerando che la Ferrari ha ormai perso del tutto il vantaggio che aveva allo scatto da ferma. Le facce nei dopo gara sono sempre più scure, sembra essersi perso l’entusiasmo della prima parte del campionato. La McLaren, però, insegna che si può uscire dalle sabbie mobili, con la forza degli sviluppi e con una squadra compatta. Vedremo se Vasseur e soci avranno l’umiltà di imparare dagli avversari.
Alpine prossima al sorpasso
Dispiace che sia avvenuto con la dismissione di un intero reparto, ma con l’adozione delle power unit Mercedes la Alpine è diventata davvero la migliore delle altre. Colapinto oggi ha concluso in settima posizione, addirittura davanti alla McLaren di Piastri, ottava, ed alla Racing Bulls di Lindblad, nona. In classifica costruttori il team francese con sede a Enstone risulta dietro, di pochi punti, alla squadra faentina, ma quanto mostrato in pista lascia intendere che presto ci sarà il sorpasso. L’Alpine sembra destinata a navigare in solitaria, lontana dai top team ma ben davanti al resto dello schieramento. In Spagna ha sorriso anche il team di Binotto: l’Audi segna ancora punti, decima con Hülkenberg. Mattoncino dopo mattoncino l’ex Sauber si sta costruendo una solida reputazione ed un futuro che potrebbe essere radioso.



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