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Sorprese azere

Immagine del redattore: Matteo Landi
Matteo Landi
2 minuti fa
Tempo di lettura: 4 min

A Baku trionfa Russell, il giorno dopo il terribile errore in qualifica compiuto da Antonelli. L’italiano chiude la gara in quinta posizione. Verstappen, secondo, precede un meraviglioso Hadjar. Ferrari quarta e sesta al termine di una gara di sofferenza.



Negli ultimi giri, in radio, aveva quasi il fiatone, tanto era il timore di perdere una gara dominata. Verstappen gli ha soffiato sul collo, fino ad un incredibile arrivo in volata che ha premiato Russell. L’olandese avrebbe meritato il successo, per la determinazione che ha scaricato in pista, nonostante una Red Bull inferiore alla vettura migliore del lotto. Stavolta, però, era giusto che il successo arridesse all’inglese della Mercedes. Perfetto, implacabile, Russell ha condotto quel tipo di gara che da lui ci aspetteremmo più spesso. Dista ancora 66 punti dal vertice della classifica mondiale, ma il ciclone Antonelli sembra non aver spazzato via le sue ultime ambizioni iridate. Il successo di George è arrivato nel peggior momento della sua carriera e chissà che non sia la svolta della sua stagione. In F1 possono bastare poche gare per cambiare l’esito di un campionato, a patto di avere a disposizione una vettura rapida e affidabile. Questo weekend è stato Antonelli a sbagliare: in qualifica ha toccato il muro danneggiando la sua monoposto, e la paura di uscire dalla pista azera a bocca asciutta ha tolto mordente alla sua rimonta, dalla 16esima piazzola dello schieramento. Non si è rivista la furia di Monza, oggi Kimi ha corso cercando di raggiungere il maggior numero di punti, con il minimo sforzo. Obiettivo raggiunto, visto che la quinta posizione gli permette di continuare a guardare tutti dall’alto con ancora un ampio margine in classifica mondiale sul secondo. Tuttavia non possiamo definire positivo il fine settimana (eccezionalmente con gara al sabato) dell’italiano: la Mercedes di Baku è stata devastante, le prestazioni mostrate in pista sono state le migliori della stagione, e sprecare un potenziale del genere è qualcosa che sicuramente l’italiano non saprà perdonarsi. Quanto accaduto va comunque ad arricchire un bagaglio di esperienza ancora esiguo per un pilota debuttato in F1 (ricordiamolo) la scorsa stagione. Antonelli farà tesoro del suo errore. 


Hadjar: che rientro!


Rientrato da un infortunio dopo tre gare di assenza, Hadjar ha disputato una qualifica straordinaria (quarto, battendo ampiamente Verstappen), ed infine una gara da applausi. Verstappen è riuscito a rimontare rapidamente dall’ottava posizione del via, ma nel momento in cui ha superato Hadjar non solo non è riuscito a staccarlo, ma il francese è diventata addirittura una spina nel fianco dell’olandese. Curiosi sono stati i team radio di Isack: era evidente che avrebbe voluto chiedere la posizione di Max, tanto era più veloce, ed invece con molta educazione e calma ha fatto presente alla squadra quanto fosse rapido e come fosse necessario che Verstappen aumentasse il ritmo per prendere il duo di testa, in quel momento composto da Russell e Piastri. Nell’ultima sezione di gara, con una situazione di gomme invertita (morbide per il quattro volte iridato, medie per Hadjar), si è poi scatenato Verstappen, tanto che l’olandese ha rischiato di vincere la corsa. Isack si è accontentato di una terza piazza che rappresenta comunque un grandissimo risultato, difeso con facilità dal quarto classificato, Leclerc.


Ferrari: che sofferenza!


Horner, l’ex Team Principal Red Bull, ha platealmente dichiarato il suo desiderio di dirigere la Ferrari. Queste parole, unite alle voci di un cambio al vertice presso la Rossa, a detta di Vasseur non giovano all’ambiente di Maranello. Forse il francese dovrebbe preoccuparsi maggiormente delle prestazioni della Ferrari, impietose in Azerbaijan. Se in qualifica Leclerc ci ha messo una pezza, raggiungendo un miracoloso secondo posto (a oltre otto decimi dal poleman…), in gara il monegasco niente ha potuto di fronte alla maggiore velocità degli avversari in rettilineo. La corsa dei due piloti della Scuderia (particolarmente arrendevole è parso Hamilton, sesto al traguardo) è stata un calvario, evidenziato dalla loro difficoltà di superare gli avversari e dall’impossibilità di difendersi, sverniciati in pieno rettilineo. “L’aerodinamica è il risarcimento per chi non sa esprimere cavalli dal motore”, diceva Enzo Ferrari. Il fondatore si starà rivoltando nella tomba di fronte a questa Rossa, incapace di sviluppare una buona power unit. E questo nonostante le siano state date dal regolamento due possibilità di sviluppo aggiuntivo rispetto a Red Bull, ed una in più rispetto a Mercedes. Fra una settimana la F1 farà tappa in Malesia (anche se si chiamerà GP del Bahrain) e secondo il suo Team Principal le prestazioni saranno migliori. Frédéric, per fare di peggio dovreste impegnarvi molto. 


Racing Bulls, Haas e Williams artigliano la top ten


Per la Ferrari l’unica consolazione di Baku è stata aver recuperato punti su una McLaren uscita a mani vuote dalla pista azera (Norris si è ritirato a causa di un incidente scatenato da Colapinto, Piastri è finito fuori dai primi dieci dopo un errore) permettendo così ad altre squadre di agguantare punti preziosi. C’è una cliente della Rossa che infatti gioisce assai, ed è la Haas. La squadra americana, le cui monoposto sono spinte da power unit Ferrari, ha colto un bel doppio arrivo a punti, con Ocon ottavo e Bearman nono. Il francese, è data per certa la separazione fra lui e il team al termine della stagione, si è preso la bella soddisfazione di battere il compagno. Meglio di loro ha fatto Lindblad, capace di issarsi fino alla settima piazza in virtù di un bel guizzo finale. Ha chiuso la top ten Sainz: finalmente la Williams torna a vedere la luce, nonostante le mille difficoltà che sta incontrando fin dall’inizio di questa stagione.


 
 
 

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