Festa Toyota al Fuji
In Giappone vince la Toyota #8, grazie ad una strategia impeccabile. Alpine sfiora il colpaccio ma deve accontentarsi del secondo e del quarto posto. Gara difficile per le Ferrari.

Poteva essere il grande giorno per l’Alpine, questa stagione ancora a secco di vittorie. Senza la qualifica, annullata per maltempo, si era assicurata l’intera prima fila grazie ai crono ottenuti nelle prove libere. Senza dubbio è stata la vettura più veloce in gara, a tratti insidiata dalle Aston Martin. Non sapremo mai se la forza di queste vetture, così come i problemi incontrati da Ferrari, deriva dalle concessioni del Balance of Performance, in quanto, come noto, quest’anno la Federazione ha deciso di non divulgare i dati relativi ai pesi ed alle potenze imposte alle varie vetture. Fatto sta che Alpine è andata davvero vicina al colpaccio, addirittura alla doppietta. Veloce e affidabile, mentre alcuni avversari, anche blasonati, si perdevano per strada, fra penalità e problemi tecnici. Cosa le è mancato dunque alla casa francese per trionfare? L’esperienza di Toyota. Le vetture giapponesi non sono state abbastanza veloci durante tutto il weekend e la vittoria di uno dei due equipaggi sembrava impossibile Fino all’ultima neutralizzazione di gara, che ha trasformato la corsa in una Sprint di circa 20 minuti. Sette minuti e tre secondi è stato il tempo totale percorso dalla #8 nei box, a fronte dei 20 secondi in più della Alpine #36 che nel finale gli ha insidiato i vincitori. La strategia è stata ancora una volta la chiave del successo della Toyota, che ha azzardato sperando in una safety car effettivamente entrata in pista nel finale. Hirakawa ha dato sfogo a tutta la sua classe quando negli ultimissimi giri ha sentito il fiato sul collo di Martins, per poi passare sul traguardo neanche sei decimi prima del rivale. Dietro ai vincitori Ryo Hirakawa, Brendon Hartley e Sébastien Buemi, ed ai secondi classificati Victor Martins e Jules Gounon, ha chiuso la BMW di Kevin Magnussen, Raffaele Marciello e Dries Vanthoor. Il trio della #15 è risalito nel finale, nonostante le vetture del marchio tedesco non abbiano mostrato un passo convincente durante tutta la corsa. A differenza, ad esempio, di Aston Martin, forse mai così in palla ma terribilmente inconcludente sulla distanza: nona è arrivata la #009, fuori dai punti la #007.
Ferrari: il Fuji, ancora una volta, non perdona
Difficilissimo è stato il weekend della Ferrari. Il circuito del Fuji è sempre stato ostico per la 499P, e questa volta non è andata meglio. BoP (forse), mancanza di sviluppi sulla vettura, e caratteristiche di quest’ultima non congeniali al tracciato giapponese, sono stati gli elementi che han visto arrancare i tre prototipi del Cavallino (stavolta poco) Rampante. Il decimo posto ottenuto dalla #51 è un bottino magro ma quest’anno costituisce comunque il miglior risultato Ferrari. Vedere Molina sconsolato, in piedi mentre fissa la sua Rossa ammutolita a bordo pista, è stato un colpo al cuore per tutti i tifosi, e pure la resa finale dopo i problemi tecnici riscontrati dalla #50 durante una sosta ai box. Anche la gialla #83 di AF Corse non ha brillato, terminando 12esima, mai della partita. Per la Ferrari, salvo miracoli o cataclismi, le ambizioni iridate si spengono in Giappone, proprio dove ritorna in vetta la Toyota, adesso la prima candidata al titolo iridato. Per la Rossa non resta che puntare a dei bei risultati di tappa, consapevole che l’anno prossimo avrà in pista una vettura fortemente modificata.
Grande successo BMW in LMGT3
Come al solito le GT hanno svolto un ruolo di grandi protagoniste, al centro di molte lotte, anche dure, creando molto spettacolo. Alla fine l’ha spuntata la BMW di Sean Gelael, Darren Leung e Augusto Farfus, quest’ultimo autore di una sfuriata finale da antologia. Al secondo posto ha chiuso l’Aston Martin #27, del cui equipaggio fa parte l’italiano Mattia Drudi, incolpevole protagonista del terribile incidente innescato da una manovra orribile di Finn Gehrsitz (McLaren) che, con l’entrata della safety car, ha stravolto la classifica. La migliore Ferrari è stata quella condotta da Thomas Flohr, Francesco Castellacci e Davide Rigon, quarta.



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