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Norris, bentornato! Ferrari, che disfatta!

Immagine del redattore: Matteo Landi
Matteo Landi
26 lug
Tempo di lettura: 4 min

In Ungheria la McLaren torna al successo. Antonelli chiude in terza posizione mentre la Ferrari, e i suoi piloti, si rendono autori di un weekend al di sotto delle aspettative. 



All’undicesima gara stagionale arriva il primo successo del campione del mondo in carica Lando Norris. Un risultato a lungo atteso considerando quanto, negli ultimi anni, l’inglese e la McLaren ci avevano abituati alla vittoria. Pensando ai campioni del passato Lando viene spesso paragonato ad un altro inglese, campione del mondo nel 1996 e incapace di lottare per la vittoria fino proprio all’undicesima gara del 1997. La differenza sta nel fatto che allora Damon Hill passò dalla fortissima Williams ad una vettura da centro-bassa classifica come la Arrows, ma la combinazione delle gomme Bridgestone (mentre i top team avevano le Goodyear) con l’ottima guida dell’inglese gli permise di sfiorare la massima impresa proprio in Ungheria. Arrivò invece solo un secondo posto, a causa di un problema tecnico accusato dalla sua vettura all’ultimo giro, ma quel podio valse come una vittoria. Oggi Norris riesce a coronare l'inseguimento al successo che non riuscì al suo connazionale 29 anni fa, ma la differenza con l’impresa di Hill sta nella bontà della vettura che guida, tanto che se Piastri non avesse accusato un problema tecnico oggi i papaya avrebbero festeggiato una doppietta. La McLaren è tornata grande, sulla tortuosa Hungaroring ha potuto dimenticare i problemi di adattamento alla power unit e grazie alle evoluzioni apportate alla monoposto ha addirittura messo in ombra la Mercedes. Nel weekend in cui i pronostici volevano la Ferrari vincente ed invece il risultato finale recita Leclerc quarto e Hamilton quinto.


Ferrari, fatto di tutto per perdere


Il team di Maranello ha fatto tutto bene, venerdì. Poi da quando i giochi si sono fatti seri ha collezionato una serie di errori incredibili. Davvero la squadra di Vasseur ha fatto di tutto per perdere una gara che poteva vincere, ed i suoi piloti si sono resi autori di uno dei peggiori weekend di gara della loro carriera. A pochi attimi dal termine delle qualifiche Hamilton è in pole position, i festeggiamenti sono imminenti, ed invece un Norris in stato di grazia gli soffia il miglior tempo d’un soffio. Il sette volte iridato commette in quei frangenti un’infrazione che è l’inizio della fine delle sue speranze di vittoria: ostacola Piastri mentre l’australiano è nel suo giro veloce, e così Hamilton subisce una meritata penalità di 3 posizioni in griglia di partenza. La seconda posizione passa nelle mani di Leclerc, ma alla partenza della corsa, ritrovandosi sul lato sporco della carreggiata, perde posizioni. Per il monegasco inizia una gara altalenante che lo porta ad un mesto quarto posto finale, frutto di una strategia errata e di un suo rendimento al di sotto delle attese. Il giro più veloce della gara è suo, risultato che fa capire come la vettura ci fosse, mentre i piloti ed il team no. La squadra ha sbagliato, soprattutto con Hamilton, quando nel finale in regime di virtual safety car lo ha richiamato ai box facendogli perdere due posizioni: con il ritiro di Piastri era riuscito a risalire fino al secondo posto ed invece Lewis si ritrova quarto e con in più una penalità da scontare. Sì, perché il #44 per compiere l’ultima sosta supera il limite di velocità in corsia box e così, con cinque secondi da sommare al tempo di gara viene classificato quinto. I punti di distacco dal leader Antonelli salgono a 50, quando c’erano invece tutte le premesse per riuscire a ridurli, viste le difficoltà della Mercedes sulla pista magiara. Quello che ha fatto più male ai tifosi Ferrari è stata probabilmente l’infilata di Verstappen su un Hamilton distratto, dopo che il box Ferrari (una cosa buona l’ha fatta) aveva azzeccato la strategia anticipando la prima sosta dell’inglese. Un sorpasso che ha reso difficilissima la gara di Lewis e proiettato Verstappen verso un inatteso secondo posto finale.


Antonelli, non perfetto ma allunga nel mondiale


La cattiveria agonistica non è mancata ad Antonelli. Anche la condotta dell’italiano non è stata perfetta, nell’arco dell’intero weekend: durante le qualifiche non ha rallentato nonostante l’esposizione delle bandiere gialle e questo gli è valso un arretramento in griglia di partenza di tre posizioni, stessa penalità subita da Hamilton. Il bolognese però, a differenza dell’inglese, è tutt’altro che un pilota esperto, vive il suo secondo anno nella massima Formula, per cui i suoi errori sono perdonabili. In ogni caso Kimi ha archiviato velocemente il dispiacere della penalità patita ed in gara ha corso con determinazione ed intelligenza. Il terzo posto finale gli permette di andare in vacanza con un margine importante sia su Hamilton che su Russell, quest’ultimo lontano 59 punti. Oggi il compagno di squadra inglese è stato autore di una partenza terribile, nella sua vettura si è attivato l’antistallo ed è scivolato in fondo alla classifica. Tutto sommato il settimo posto finale non è neanche un risultato da scartare, considerando le vicissitudini.


Racing Bulls e Audi festeggiano


Nella pancia del gruppo continua a stupire la Racing Bulls. La squadra di Faenza ha collezionato altri importantissimi punti, grazie all’ottavo posto di Lawson ed il decimo di Lindblad, ed adesso si trova addirittura quinta nella classifica costruttori. A punti va ancora pure l’Audi, stavolta grazie a Hülkenberg, buon nono, al primo risultato utile della stagione. Il campionato è ancora lungo e vedremo se Racing Bulls riuscirà a portare a casa un risultato storico, e se Audi riuscirà davvero a risalire la china: intanto ha scavalcato la Williams, portandosi all’ottavo posto fra i costruttori.


Prossima tappa Olanda. La F1 recupera il GP del Bahrain (in Malesia)


Adesso la F1 va in vacanza e tornerà fra poco meno di un mese in Olanda. Giunge nelle ultime ore la notizia dell’ingresso nel campionato in corso di una nuova gara, sul circuito di Sepang (il 4 ottobre). Nonostante la collocazione geografica la tappa avrà la denominazione di “Gp del Bahrain”, trattandosi del recupero della gara non svolta a causa della difficile situazione mediorientale. Chissà che a breve non arrivino altre magie di marketing, considerando che, nonostante le assurde parole di Stefano Domenicali (“gare confermate”), sembra difficile che la F1 possa approdare in Qatar e ad Abu Dhabi, in teoria gli ultimi due GP dell’anno.


 
 
 

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