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F1, Brasile: il Trio delle Meraviglie

  • Immagine del redattore: Matteo Landi
    Matteo Landi
  • 9 nov
  • Tempo di lettura: 4 min

Norris vince e allunga nel mondiale, dopo il misero quinto posto del disastroso Piastri. Secondo un grandissimo Antonelli. Dopo un’incredibile rimonta sale sul podio Verstappen. Ferrari KO.


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A fine agosto Piastri aveva in mano il mondiale, forte dell’ennesima vittoria a fronte della gara conclusa a bocca asciutta dal compagno Norris. Nessuno avrebbe potuto immaginare come si sarebbe sviluppata la stagione nei mesi a venire. Per l’australiano sono arrivati errori a ripetizione, mentre il rivale inglese prendeva coraggio fino alle ultime due vittorie consecutive (senza contare la Sprint vinta ieri). La crisi di Piastri è arrivata non solo a danneggiare il suo cammino ma pure quello di altri piloti. Oggi una sua manovra sconsiderata, giusta ma forse lieve la penalità di dieci secondi subita, ha danneggiato la corsa di Antonelli colpito dalla McLaren, e distrutto quella di Leclerc, finito coinvolto nella carambola. Alla fine della corsa brasiliana sul podio sono saliti i migliori di giornata, anche se non sappiamo come sarebbe andata la gara di Leclerc senza il suo ritiro. Il vincitore, Norris, ha fatto tutto quello che viene richiesto a chi ha la migliore vettura del lotto: non sbagliare, essere veloce e costante, così da portare a casa il successo. Antonelli, secondo, ha raggiunto il suo miglior risultato in F1 al termine di un weekend impeccabile. Il bolognese, dopo il secondo posto ottenuto nella gara corta, si è ripetuto in qualifica (un italiano non andava in prima fila dal 2009) ed anche nella corsa domenicale. Il suo stato di forma e la sua crescita sono evidenti soprattutto se si pensa che ancora una volta è riuscito a battere il compagno Russell, uno che lo scorso anno le suonava ad un sette volte campione del mondo, Hamilton, non al top ma comunque lontano parente della copia sbiadita che oggi guida la Ferrari, in tanti attendiamo un sussulto dal britannico. Il terzo a salire sul podio, Verstappen, è un esempio di combattività e classe che non ha, attualmente, eguali. Nella gara breve non è riuscito ad andare oltre la quarta piazza e nelle qualifiche è risultato in balia di una monoposto impossibile da guidare. Partito dalla pit lane si è rimboccato le maniche ed è riuscito a risalire con forza, non arrendendosi neanche ad una foratura che ha condizionato la sua strategia. A questo punto, considerando lo stato mentale di Piastri, forse il vero rivale di Norris nella corsa al titolo è l’olandese: seppur a ben 49 punti della vetta appare più pericoloso dell’australiano, a sua volta a 24 punti da Norris ma vittima del peggior se stesso. Visto però l’andamento altalenante di questo campionato forse non è il caso di fare pronostici. Prepariamoci a godere di una sfida mondiale sempre più infuocata, mentre, da italiani, festeggiamo un grandissimo Antonelli. Anche perché attendere gioie da questa Rossa (non quella dell’Endurance…) potrebbe essere controproducente e autolesionista.


Ferrari, doppio ritiro


Due podii consecutivi avevano caricato Leclerc, voglioso di ben figurare anche in Brasile. Se nella corsa breve di ieri non era riuscito ad andare oltre la quinta piazza, risultato comunque migliore della settima di Hamilton, la qualifica aveva messo le ali al monegasco. Scattato dalla terza piazza in griglia quasi sognava quella vittoria mai arrivata durante questa stagione, la stagione che doveva riportare in altissimo la Rossa ed invece si sta rivelando un calvario con pochi sprazzi di gioia. Tutto è girato storto però a Leclerc, che si è ritrovato fuori gara dopo pochi giri a causa dell’incidente multiplo generato da Piastri alla ripartenza da una fase di safety car. Se Charles non ha colpe nella battuta d’arresto odierna lo stesso non si può dire per Hamilton. Antonelli, che l’ha sostituito in Mercedes, sicuramente non vale (ancora) quanto il campionissimo inglese in quanto a classe e maturità, ma con la grinta e la voglia di emergere sta dando a Wolff più gioie di quante Lewis ne dona a Vasseur. Dopo una terribile qualifica (13esimo) Hamilton era chiamato alla rimonta ed invece si è reso protagonista di un errore da principiante quando ha tamponato in piena velocità la Alpine di Colapinto. L’ala della Ferrari n° 44 staccatasi dalla sua sede è andata a rovinare il fondo e per Hamilton la corsa è stata una sofferenza fino al ritiro volontario. Adesso la squadra di Maranello è quarta nel campionato, passata sia dalla Mercedes, che ha beneficiato anche del quarto posto di Russell (terzo nella Sprint), che da una Red Bull che continua a correre praticamente con una sola vettura. A Maranello fan bene a festeggiare ancora (e tanto) il risultato della Ferrari di Antonello Coletta e Amato Ferrari, vincitrice nel mondiale Endurance: la Rossa di Vasseur, al momento, non merita il dispiacere degli appassionati.


Bearman e il duo Racing Bulls grandi protagonisti


Se il futuro della Ferrari sarà davvero Bearman allora l’inglese è, in questa giornata, l’unica nota positiva della squadra italiana. il pilota di Chelmsford si è reso protagonista di manovre entusiasmanti, con sorpassi da veterano, ed ha chiuso sesto. La sua crescita esponenziale sta mettendo in ombra il compagno Ocon, ben più esperto di lui. Grazie a Oliver la Haas è ormai vicinissima all’Aston Martin (oggi fuori dalla top ten) lontana solo due punti nella classifica costruttori. Se il settimo posto appare un obiettivo facilmente raggiungibile sembra invece più difficile andare a contendere la sesta piazza della Racing Bulls, considerando lo stato di forma del duo Lawson-Hadjar: oggi il primo ha raggiunto la settima posizione, il secondo l’ottava. Dietro di loro hanno concluso la corsa una conferma ed una sorpresa. Continua a macinare punti la Kick Sauber grazie al coriaceo Hülkenberg, nono, mentre ha finalmente sbloccato la classifica la Alpine, grazie a Gasly: ottavo nella Sprint, decimo nella corsa principale.


 
 
 

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