SF-26, la Rossa della rivoluzione regolamentare
- Matteo Landi
- 23 gen
- Tempo di lettura: 4 min
Mentre sui social viene pubblicato un video introduttivo, a Fiorano va in pista la nuova F1 di Maranello. Da un cambio regolamentare così importante derivano grandi opportunità, ma le incognite sono tante. Leclerc sogna ancora, Hamilton spera. La Ferrari dei desideri è rossa e bianca.

Fuori dalle recinzioni della pista di Fiorano erano in tanti ad aspettarla. Sfidando il freddo, pronti ad un altro avvenimento che coltiva speranze mai sopite, ma ormai di lunga data. L’ultimo titolo mondiale piloti risale al 2007, l’ultimo costruttori al 2008. E da allora, ogni anno, questo è il periodo in cui il mondo dei motori ed i suoi appassionati accolgono una nuova creatura Rossa, quella vettura che dovrebbe riportare il mondiale a Maranello, o almeno questo è quanto auspicano i tifosi e la Ferrari tutta.
L’anno scorso l’arrivo di Hamilton nel team italiano fu uno dei motivi per cui i giorni di avvicinamento all’inizio del campionato furono vissuti tra feste preventive e dichiarazioni roboanti. Nell’arco di un anno i sentimenti sono cambiati, reduci della peggiore stagione mai registrata nella carriera del pilota più titolato della storia (ad ex-equo con Michael Schumacher) vittima di una monoposto recalcitrante. Adesso c’è un altro vento di cambiamenti che spira forte. Non per il debutto in Rosso di un campione ma per un cambio regolamentare che alimenta speranze, o quantomeno tiene vivo l’interesse come non mai: dalle power unit completamente diverse, senza più la MGU-H ma con una MGU-K da circa 500 cv (quanto il motore termico turbo), all’aerodinamica mobile, dall’Overtake Mode, che sostituisce il DRS, alle benzine sostenibili. Senza dimenticare l’abbandono dell’effetto suolo e le dimensioni ridotte delle monoposto e degli pneumatici. Oggi gli occhi del mondo dei motori, oltre a quelli degli appassionati, erano tesi a guardare la nuova SF-26 atta ad uscire dal box della pista di Fiorano. Un giro con Hamilton alla guida, la vettura che si ferma, i tecnici che la riportano nel ricovero, per dei primi controlli, in attesa di qualche altro chilometro da compiere per sgrossare la vettura e capire se tutto è stato montato a dovere. Il rito che ogni anno accende i cuori degli appassionati quest’anno si consuma velocemente, ma in fondo chi ama la Rossa non è l’evento che vuole, non è la cerimonia che desidera, quanto il ritorno alla vittoria.
La prima di Loïc Serra
La differenza prestazionale più grande quest’anno arriverà senza dubbio dalla capacità di ogni power unit di gestire al meglio l’energia rigenerata dalla componente elettrica. I piloti cercheranno di ricaricare le batterie ad ogni staccata, lasciando il gas prima dell’ideale punto di frenata, probabilmente anche in curva. La qualità della nuova power unit oggi non era verificabile e probabilmente riusciremo a capire lo status quo solamente nel primo weekend di gara. Era importante, comunque, poter osservare le caratteristiche principali, visibili ad occhio nudo, della prima Ferrari di Loïc Serra.
“La SF-26 rappresenta un grande sforzo corale da parte di tutto il team in fabbrica e non vediamo l’ora di iniziare la stagione”. L’ingegnere francese non nasconde gli sforzi compiuti dal team di Maranello, una squadra orfana di Enrico Cardile, finito in Aston Martin alla corte del genio Adrian Newey, e senza più Simone Resta, andato in Mercedes. Un team che ha comunque l’obbligo di dover riportare il Cavallino Rampante ai livelli che merita.
Ritorno al push rod
Rossa, come sempre, ma anche molto bianca, nella parte centrale della vettura. La SF-26 ricorda la SF16-H che fu di Vettel e Raikkonen, nei colori, si spera non nei risultati. Anche se la stagione 2016 fu comunque più fortunata, seppur da zero vittorie, della 2025. Si nota il ritorno al doppio push rod, quindi alle sospensioni a puntone, schema utilizzato anche su altre vetture 2026, per lo meno considerando le monoposto viste fino ad ora. Scelta guidata da esigenze di carattere aerodinamico, molto diverse da quelle della passata stagione. Oltre all’abbandono dell’effetto suolo sono cambiate, da regolamento, anche le ali, che saranno mobili, per generare pochissimo carico in rettilineo ed il massimo possibile in curva. Sul cofano motore campeggia una pinna seghettata, più lavorata rispetto a quanto osservato su altre vetture concorrenti. Interessante è la conformazione delle pance laterali, scavate ed affusolate stile Mercedes, ma con bocche simili a quelle Red Bull. Per il resto sappiamo che quanto visto oggi, e quanto vedremo nei test pre-stagionali, si tratta non di un prodotto finito ma di una base su cui lavorare in attesa del debutto di Melbourne, con le prove libere del primo weekend agonistico stagionale, datato 6 marzo.
Adesso i test
Fra il 26 ed il 30 gennaio si svolgeranno le prime prove (“Shakedown Week”) a Barcellona, poi le squadre si sposteranno in Bahrain per altre due sessioni di tre giorni (11-13 febbraio e 18-20 febbraio). Capire il livello prestazionale sarà fondamentale ma prima di tutto verrà ricercata la piena affidabilità: con così tanti cambiamenti dimentichiamoci la F1 da zero ritiri per guasti tecnici, almeno per qualche settimana.
“Faremo di tutto per riportare la Ferrari dove merita”. Con queste parole Leclerc rinnova il suo impegno, e quello del team, per un sogno che, nonostante sia ormai sepolto dalla polvere, merita di essere coltivato, nell’attesa che tutto sia allineato verso la sua realizzazione. Ed ora basta parole, basta proclami, è l’ora della concretezza.



Commenti