Ad un passo dal sogno
Antonelli vince alla grande in Texas e si porta ad un passo dal titolo. Leclerc è protagonista di una corsa spettacolare ed artiglia un bel secondo posto. Sul podio anche Verstappen.

La festa mondiale è rimandata al prossimo weekend, ma poco importa. Dopo una pole position da urlo e quasi inattesa, Antonelli ha fatto tutto quello che era nei suoi poteri per prendersi già oggi il titolo, scattando alla grande dalla griglia di partenza e mantenendo un ritmo elevato e costante per tutta la corsa, puntando sulla strategia dell’unica sosta, che alla fine lo ha premiato. La sua gioia è incontenibile, salta fuori dalla monoposto e si getta fra le braccia dei meccanici. Il suo obiettivo era tornare a vincere una tappa del campionato, dopo aver corso da ragioniere negli ultimi appuntamenti iridati, conscio che il bottino grosso è ormai a portata di mano, non ancora suo per un’inerzia. Sul podio festeggiano con lui un raggiante Leclerc, ed un più mesto Verstappen. I due sono tornati a lottare, come ai tempi del kart, e come quando Charles aveva a disposizione una Ferrari, quella del 2022, che per un periodo sembrava da mondiale. Le cui prestazioni, però, poi si sciolsero come neve al sole nell’arco di poche gare. Stavolta la battaglia l’ha vinta il monegasco, al termine di un duello iniziato nei primi chilometri di gara e riacceso nel finale, con il ferrarista divenuto una furia grazie anche a delle gomme più fresche. La differenza però l’ha fatta il n°16, considerando anche il distacco rifilato ad Hamilton: cinque secondi sembrano pochi, ma diventano un’eternità se si considera il tempo che ha dovuto impiegare Leclerc per avere la meglio su una Red Bull velocissima sul dritto. Fra i due ferraristi ha chiuso quel Verstappen con cui Hamilton avrebbe senza dubbio ingaggiato un duello entusiasmante, se nel finale una Virtual Safety Car non avesse anestetizzato la corsa per tanto, troppo, tempo.
Russell: un pilota in crisi
Stanotte Russell si sognerà il posteriore di Piastri. Più che un sogno l’inglese rivivrà l’incubo di una gara spettacolare per gli altri, capaci di sorpassi da paura (vedi quello di Leclerc su Verstappen, nel pieno della serie di curve ribattezzata “Snake”), ma estremamente sottotono e deludente per colui che doveva essere il dominatore del campionato, vista la sua esperienza e la vettura di cui dispone, ed invece si ritrova ad essere il Barrichello di turno, con tutto il rispetto per il brasiliano capace di corse memorabili, alternate a gare da pensionato. Ottavo, incapace di superare la McLaren dell’australiano nonostante una vettura più rapida, staccato 54 secondi (!) dal vincitore, il giovanissimo compagno di squadra. La matematica lo tiene ancora in corsa per l’iride ma realisticamente Russell sa di non avere alcuna chance. L’inglese dovrà casomai difendersi dal ritorno di Hamilton, Verstappen e Leclerc: i quattro sono ormai in un fazzoletto di 9 punti, e se George dovesse uscire dal podio iridato, nell’anno in cui ha finalmente a disposizione la migliore vettura del lotto, la sua carriera potrebbe iniziare un’inattesa fase calante.
Ferrari, gli sviluppi funzionano ma la vittoria sfugge ancora
Dopo una serie di gare difficili la Ferrari è al terzo podio consecutivo e ha rafforzato la seconda posizione nel campionato costruttori. Gli sviluppi sulla vettura stanno funzionando, mentre per poter godere di una power unit finalmente all’altezza della concorrenza servirà più tempo. Anche in Texas abbiamo assistito ad una Rossa in netta difficoltà sugli allunghi, ma la velocità nella percorrenza delle curve testimonia la bontà della vettura, sul fronte telaistico ed aerodinamico. Resta l’amarezza per quell’essere sempre seconda, tranne rare eccezioni (vedasi le due vittorie stagionali, ottenute anche grazie a delle buone strategie), costantemente dietro ad un’altra vettura, che sia Mercedes, McLaren o Red Bull. Il risultato odierno è senz’altro positivo, quella McLaren che sembrava pronta a spiccare il volo dopo le due vittorie estive adesso è l’ombra di se stessa ed è stata battuta dalle Rosse (quinto Norris, settimo Piastri), così come è stata sconfitta anche l’arrembante Red Bull (a punti anche con Hadjar, sesto). Peccato che alla Rossa manchi ancora qualcosa per stare costantemente al vertice. Se un pilota italiano sta per tornare al mondiale, evento che non accade dal 1953, la Ferrari deve iniziare davvero a costruire un percorso per terminare quella traversata del deserto iniziata dopo il successo di un altro Kimi.



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