Toyota Mondiale
WEC: la casa nipponica ottiene una doppietta stordente (per gli avversari) ed artiglia il titolo costruttori, con una gara d’anticipo. Ferrari a podio.

Dalla prima vittoria di Imola, ad inizio campionato, a quella odierna di Barcellona. Passando per il successo del Fuji e per il trionfo di Le Mans, quest’ultimo avvenuto dopo una serie di tre primi posti Ferrari. Il mondiale costruttori artigliato oggi da Toyota, con una gara d’anticipo, arriva quasi al termine di un campionato in cui il marchio nipponico è tornato a fare la voce grossa, seppur talvolta azzoppato, probabilmente, da un Balance of Performance non magnanimo. La TR010 Hybrid è la perfetta evoluzione della vettura che negli anni antecedenti aveva segnato il passo, battuta dagli avversari, Porsche e Ferrari in primis. Adesso che è la 499P del Cavallino Rampante a sudare, priva degli sviluppi che arriveranno per l’inizio della prossima stagione, ed in assenza della casa di Stoccarda, uscita dal WEC, la #7 e la #8 sono tornate a splendere, avendo la meglio anche sugli altri avversari, compreso la rivelazione (effimera) denominata Genesis.
Una gara senza storia
Durante le qualifiche spagnole è arrivata la prima pole position, grazie a Mathys Jaubert, della casa sudcoreana. Partita in sordina nel primo appuntamento stagionale, già adesso inizia a dire la sua, con neanche un’annata di corse sulle spalle, almeno sul giro secco. In gara, infatti, la situazione si è ribaltata e le GMR-001 sono scese in classifica, finendo fuori dalla top ten, rallentate anche da vari errori dei piloti, iniziati poco dopo il via, su pista bagnata. Le protagoniste della corsa sono presto diventate le due Toyota, mentre la Ferrari provava con la #50 e la #83 a tenere il ritmo, senza successo. Non sono servite le neutralizzazioni sotto forma di Virtual Safety Car, e neanche l’intervento della vettura di sicurezza, per regalare speranze alle 499P, vista la superiorità di passo dei campioni del mondo 2026. Alla fine il terzo posto conquistato da Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, rappresenta il miglior risultato possibile per il Cavallino Rampante. Il podio ha portato un poco di sorriso nel box Rosso anche se ha rappresentato la pietra tombale alle ambizioni iridate. I vincitori odierni, Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa, in testa con margine nella classifica mondiale, nell’ultima tappa (a Monza) dovranno difendersi solamente dai compagni di squadra, oggi secondi: Kamui Kobayashi, Nyck de Vries e Mike Conway. Sarà quindi un equipaggio Toyota a succedere nell’albo d’oro ad Antonio Giovinazzi, ad Alessandro Pier Guidi e a James Calado, campioni del mondo 2025, 15esimi al termine di un weekend divenuto da incubo, fin dal misero 13esimo posto ottenuto in qualifica. Detto della #50, fra le vetture del Cavallino Rampante non è andata male alla #83, la gialla condotta da Philip Hanson, Robert Kubica e Ye Yifei, quinta. L’equipaggio schierato in forma privata da AF Corse quest’anno non è mai salito sul podio: seppur in netto ritardo rispetto alle speranze iniziali sarebbe ben felice di poter festeggiare a Monza.
LMGT3: vincono Yasser Shahin, Riccardo Pera e Richard Lietz
Se a tratti la gara nella top class si è rivelata quasi soporifera, diversamente è andata nella sempre scoppiettante corsa delle GT. Yasser Shahin, Riccardo Pera e Richard Lietz, su Porsche, hanno artigliato un gran successo, che consente loro di rimanere in corsa per il titolo, seppur staccati dal capoclassifica Jonny Edgar. Nelle ultimissime battute hanno ottenuto un bel secondo posto Au Antares, Thomas Fleming e Marvin Kirchhöfer. Subito dietro alla loro McLaren ha concluso la BMW di Dan Harper, Anthony McIntosh e Parker Thompson. Ed ora tutti a Monza per concludere la stagione nel migliore dei modi o voltare le spalle ad un’annata difficile.



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