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GP del Bahrain in Malesia: quando i piloti salvano la faccia del Circus

Immagine del redattore: Matteo Landi
Matteo Landi
2 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

Verstappen torna al successo con una corsa perfetta. Hamilton riporta la Rossa sul podio, con una rimonta epica. Antonelli, secondo, vede il titolo. I tre addolciscono una giornata, altrimenti amara, per tutta la F1.



Sul podio avevano il volto soddisfatto di chi ha salvato la F1. Uno di loro, Verstappen, ha completato il percorso verso la vittoria di un nuovo costruttore totale, di quella Red Bull che quando entrò in F1 oltre venti anni fa divenne subito famosa più per le feste che per i risultati. Strada facendo è riuscita ad artigliare titoli a ripetizione, ed ora il primo successo della sua power unit. Venivano chiamati “i bibitari”, ma adesso battono Mercedes e Ferrari facendo il loro stesso gioco. Un altro dei piloti giunti fra i primi tre è Antonelli, sorridente e rilassato, consapevole che il mondiale è ormai ad un passo, visto il ritiro di Russell, la cui Mercedes si è ammutolita, per problemi alla power unit, nel finale di gara. Kimi con una guida attenta sta scrivendo un capitolo magnifico di questo sport, avvicinandosi al sogno che è suo ma anche di molti italiani che attendono, quasi da sempre, un connazionale campione del mondo. Fra coloro che sono saliti sul podio c’è anche Hamilton. L’inglese è felice ma stanco: affaticato da una gara tutta di rimonta, affaticato dagli straordinari che ha dovuto fare per riportare in alto una Rossa che i suoi strateghi avevano confinato nelle zone meno nobili della classifica, affaticato da una Ferrari che continua a rimanere un passo indietro rispetto alla concorrenza più forte, che sia McLaren, Red Bull o Mercedes. In un modo o nell’altro, con dei grandi sorpassi, con la loro storia, i primi tre oggi hanno salvato la faccia a questa F1. Il plotone delle monoposto doveva partire con la pioggia, ma dei problemi di software (evidentemente allergico al bagnato) hanno bloccato o rallentato varie monoposto, obbligando la Direzione Gara a interrompere le ostilità prima del loro inizio. La partenza poi c’è stata, ed è avvenuta su pista bagnata, dopo una sospensione eterna e necessaria, per sistemare i problemi riscontrati e, a quel punto, scattare senza la pioggia. Si ringrazia chi ha permesso a tutti non di dimenticare il fattaccio, ma almeno di addolcire la pillola. Quei piloti che con le loro azioni ci ricordano che se questo è ancora uno sport lo dobbiamo soprattutto a loro.


Verstappen e Hamilton regalano spettacolo


Una pole position imbattibile prima ed una corsa perfetta poi, nonostante una partenza titubante che lo ha costretto a riprendersi la leadership in pista, dopo che le due Mercedes lo avevano superato in testa del gruppo. Verstappen è stato implacabile, inarrestabile. Antonelli ha provato a contenerlo, ma quando l’olandese si è preso la prima posizione è stato un rullo compressore. Tanto quanto lo è stato Hamilton, per una buona parte di gara. La Ferrari decide di mandare in pista i suoi piloti con le gomme da asciutto, ma la pista è ancora troppo umida per le slick e già al sesto giro Hamilton è ad oltre un minuto di distacco dal primo. Quando l’asfalto si asciuga il sette volte iridato si scatena, ed un sorpasso dopo l’altro arriva fino alla quinta posizione. Divenuta poi quarta con il ritiro di Russell, ed infine terza quando a pochi chilometri dal termine di una corsa interminabile infila con successo Hadjar. Il francese viene superato, pochi istanti dopo, anche da Leclerc. Il monegasco conclude la corsa malese in quarta piazza, ma a differenza del compagno di squadra la sua gara è stata tutto tranne che perfetta, per quanto concerne la guida. Una tamponata, molta difficoltà nel superare gli stessi avversari divorati da Lewis. Comunque sia gli strateghi Ferrari possono ringraziare i loro piloti se oggi festeggiano un podio ritrovato ed un doppio arrivo a punti.


Alonso, che grinta!


La simpatia non è nel suo repertorio, ma in fondo ad un pilota non è richiesta la partecipazione a Zelig, quanto di dare sempre il massimo e collaborare proficuamente con il team. Su quest’ultimo punto Alonso ha spesso dimostrato di avere dei limiti, ma in quanto al primo aspetto non esiste essere umano che possa dargli colpe. L’Aston Martin è allo sbando, poco altro da dire, se nella loro situazione ci fosse la Ferrari leggeremmo molti più articoli critici, parleremmo di un disastro di portata nazionale. La verdona è progredita, ma l’ottavo posto ottenuto oggi da Fernando è tutta farina del suo sacco. Con la cattiveria agonistica di un ventenne ha permesso alla sua vettura di spingersi oltre i suoi limiti. E chissà quello che potrà fare sulla prossima pista, a Singapore, dato che incontrerà molte curve e pochi rettilinei, condizione ideale per chi come loro dispone di un importante deficit di cavalli. Che dire? Old but gold. 


 
 
 

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