24 ore di Le Mans: Toyota torna al successo
- Matteo Landi
- 2 giorni fa
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Il marchio nipponico torna a vincere la gara di durata più blasonata del mondo. Si interrompe la striscia di successi Ferrari, stavolta mai competitiva.

A giudicare da come festeggiano non sembrano quei vincitori seriali capaci, dal 2018 al 2022, di vincere tutte le edizioni della 24 ore di Le Mans. Abbracci, urla, tanta festa. Tre anni a vedere gli altri vincere, sconfitti dai nuovi arrivati, la Ferrari condotta da Antonello Coletta, e dal BoP, il sistema di “livellamento” delle prestazioni di cui prima sapevamo tutto ed oggi niente. Non conosciamo con quanto peso e quanta potenza sono stati costretti a correre, ma è presumibile credere che Toyota non abbia potuto disporre della vettura più leggera e potente, visti i risultati terribili ottenuti in hyperpole (14esima e 15esima), e date le difficoltà che avuto in gara nel seguire in rettilineo diversi avversari, come Cadillac e Alpine. La squadra giapponese ha giocato d’astuzia ed esperienza, anticipando il primo pit stop, e i suoi piloti hanno saputo mantenere la calma, compiendo meno errori rispetto alla concorrenza, lasciando inizialmente sfogare gli altri. E quando quest’ultimi hanno iniziato a subire problemi tecnici (terribile soprattutto la gara della BMW #15), o a sbagliare (ferraristi in primis), i piloti Toyota hanno cominciato a fare la voce grossa, dimostrando di cosa è capace la loro rinnovata vettura, anche se non messa nelle migliori condizioni dal Balance of Performance.
I festeggiamenti finali racchiudono la soddisfazione di tutta la squadra per un successo per niente scontato, la gioia della prima vittoria a Le Mans di Nyck De Vries, e quella di due Campioni affermati come Mike Conway e Kamui Kobayashi. Con loro sul podio sono saliti anche i compagni Sébastien Buemi, Ryō Hirakawa e Brendon Hartley. Ad impedire la doppietta Toyota ha pensato l’equipaggio BMW composto da Robin Frijns, René Rast e Sheldon van der Linde, secondo. La casa tedesca ha riposto in quest’ultimi tutte le sue speranze, considerati i problemi avuti dall’altra vettura, ed effettivamente sono stati in grado di combattere per la vittoria, fino alla resa finale. Una sconfitta arrivata nelle ultimissime battute, a differenza di Cadillac, la favorita che ha perso le sue chance con il progredire della corsa.
Cavallino azzoppato
Le speranze erano ridotte al lumicino già dalle prove libere, tanto è parsa in difficoltà in quasi tutte le sessioni. La 499P del 2026 si differenzia dalla 2025 solo in particolari dettati dal regolamento, per il resto è la stessa vettura vincitrice dell’edizione dello scorso anno. La Ferrari e AF Corse sanno di avere una vettura competitiva, se messa nelle giuste condizioni, come hanno affermato i vertici della squadra. Tradotto: quest’anno Federazione e ACO non pubblicano più le tabelle del BoP, le squadre non possono parlarne, giornalisti e appassionati devono rimanere all'oscuro, però è bene che si sappia che non tutti i problemi derivano da mancanze della squadra. Durante la 24 ore i piloti della Rossa e della #83, che corre in veste privata, hanno sperato che la gara volgesse in qualche modo a loro favore. Ed hanno corso con il coltello fra i denti, per cercare di recuperare il tempo perso nei rettilinei. Purtroppo ne sono scaturiti incidenti ed errori che hanno fatto perdere secondi preziosi soprattutto agli equipaggi #50 e #51, meno al #83. Possiamo affermare però che, anche con una condotta impeccabile, nulla sarebbe cambiato, tanto è risultato netto il distacco finale rimediato dal vincitore. Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi hanno concluso la corsa in quinta posizione, risultando i ferraristi migliori, chiudendo a oltre 2 minuti e 22 secondi dal vincitore. Se il risultato del trio della #51 è risultato deprimente, peggio è andata alla Ferrari gialla #83 di Yifei Ye, Phil Hanson e Robert Kubica, settimi, ad oltre 2 minuti e 35 secondi dal vertice. L’equipaggio della vettura privata è stato comunque il più esente da errori, ed in grado di risalire dalla 17esima posizione di partenza. Una magra consolazione per i vincitori del 2025. L’altra Rossa, la #50, è stata costretta al ritiro, dopo una gara in parte all’attacco e molto in difesa. Non si sono fatti mancare anche un problema con l’estintore di bordo!
Inter Europol Competition vince in LMP2, TF Sport fra le GT
Non più presenti nelle altre gare del WEC, a Le Mans sono tornate a ruggire le meravigliose Oreca Gibson della classe LMP2, come sempre in grado di regalare bellissimi duelli. Al termine di un giorno intenso hanno ottenuto il successo di categoria Nick Yelloly, Tom Dillmann e Kuba Śmiechowski del team Inter Europol Competition. Avrebbe meritato la vittoria Doriane Pin, velocissima, a tratti con una superiorità dominante, specialmente in prova, ma è stata rallentata dai piloti del suo equipaggio e poi costretta al ritiro. In LMGT3 è arrivato uno strepitoso successo della Corvette del team TF Sport condotta da Nicky Catsburg, Jonny Edgar e dall’inossidabile Ben Keating.



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