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Ferrari, Hamilton: OLÉ!!!

  • Immagine del redattore: Matteo Landi
    Matteo Landi
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 2 giorni fa

In Spagna arriva il primo successo in Rosso di Hamilton. L’inglese sfrutta un’opportunità strategica e poi domina. Russell termina in seconda posizione, davanti a Norris. Ritirati Antonelli e Leclerc.



Singhiozza, gli scendono le lacrime, poi guarda i meccanici e gli ingegneri. Sotto al podio, di cui occupa il gradino più alto, scoppia la festa, con l’inno nazionale cantato a squarciagola dagli italiani della Scuderia. Un anno passato in ombra, con prestazioni mediocri, mentre pian piano si raffreddavano gli entusiasmi dei tifosi. Il matrimonio sportivo più chiacchierato, osannato, discusso, degli ultimi anni è solido, lo è oggi più che mai. Hamilton è affiancato da un ingegnere con cui interagisce a meraviglia, quel Carlo Santi che doveva collaborare con Lewis solo per alcune gare, in attesa di una soluzione definitiva. Arrivato in sostituzione di Riccardo Adami, professionista molto capace e preparato ma che evidentemente non ha mai legato con il sette volte iridato. A Barcellona l’ingegnere ed il suo pilota sono insieme sul podio, Hamilton lo trattiene, lo abbraccia, mentre terminano le foto di rito. Come a voler dire: “amico, te rimarrai con me”. “Questa è la nostra gara”, aveva urlato Santi a Lewis, in radio, durante la corsa. Così è stato.


Ferrari, gli sviluppi hanno funzionato. Lewis, oggi il migliore


Negli ultimi anni a Maranello raramente erano riusciti ad evolvere la loro vettura nel migliore dei modi. Ad eccezione del 2024, ma in tal caso vennero comunque battuti da chi riuscì a crescere meglio, la McLaren. Stavolta la musica sembra diversa. In Spagna, sulla pista più probante del mondiale, quella utilizzata dalle squadre e dagli addetti ai lavori per capire le qualità e le pecche delle varie monoposto, la Ferrari ha portato un importante pacchetto di aggiornamenti. 


In qualifica un altro errore di Leclerc ha privato il monegasco di un risultato di rilievo ma il team di Vasseur ha potuto contare su un Hamilton davvero rinfrancato, capace di issarsi fino al secondo posto, a pochi millesimi dal poleman Russell, e di battere l’altra Mercedes, quella del leader del mondiale Antonelli. In gara si è vista la migliore Ferrari degli ultimi anni, come vettura, rapida quasi quanto le Mercedes a inizio gara, superiore nel finale, e come squadra, capace di azzeccare la strategia perfetta, facendo entrare ai box Hamilton in regime di virtual safety car, così da fargli perdere meno tempo rispetto ai rivali. Dove potrà arrivare questa Rossa oggi è difficile dirlo. Siamo ancora all’inizio di un ciclo regolamentare, le squadre stanno cercando di comprendere al meglio come indirizzare gli sviluppi, ed a fine stagione sicuramente vedremo monoposto assai più rapide. Non dobbiamo però dimenticare che presto la Federazione sbloccherà (finalmente!) gli sviluppi consentiti dal sistema ADUO. La prima misurazione delle potenze delle varie power unit è terminata e Maranello potrà apportare 2 evoluzioni sulla power unit entro il termine della stagione, a fronte dell’unica possibile per Mercedes. Inoltre, con questo nuovo regolamento, l’affidabilità è tornata ad essere una variabile. Il ritiro odierno di Antonelli arriva due gare dopo quello di Russell, senza contare i vari problemi affrontati durante la stagione da McLaren. Ed oggi è giunto anche un brutto stop per Leclerc, proprio per un problema tecnico (rottura del servosterzo). Dunque prevedere come evolverà il campionato è quasi impossibile, è certo però che Hamilton oggi rafforza la seconda posizione in classifica, avvicinandosi a “sole” 41 lunghezze da Antonelli, 9 punti davanti a quel Russell ancora incapace di vincere, anche nel momento in cui il compagno di squadra è costretto alla resa. Con il Lewis di nuovo in versione “The Hammer” non esistono traguardi preclusi a prescindere. Oggi l’inglese ha saputo prima contenere l’allungo di Russell, poi dominare nel finale, quando sapeva di avere la gara in pugno. Bentornato!


Salvate il soldato Leclerc


Ha da poco rinnovato il contratto, giurando amore eterno al Cavallino Rampante. Scelto dalla sua squadra per il futuro, ma è il suo presente che inizia a vacillare. Tre incidenti in due weekend di gara, avvenuti tutti in momenti determinanti del weekend: a Monaco sia in qualifica che in corsa, a Barcellona mentre cercava la pole position. Troppi errori, mentre dall’altra parte del box c’è chi prende sempre più in mano la situazione. La squadra potrebbe pendere verso il “vecchio” Campione, ascoltandolo maggiormente e direzionando gli sviluppi tecnici verso le sue preferenze. Qualcosa che è già successo con alcune componenti, come i freni, e che potrebbe accadere sempre di più. In fondo Lewis è arrivato a Maranello anche per questo, per far fruttare la sua enorme esperienza. Per Charles è il momento più delicato della sua permanenza in Ferrari e la squadra dovrà sostenerlo, come durante tutta la scorsa stagione ha fatto con Hamilton. Basterà un bel risultato per riportare Leclerc sui suoi binari? Salvate il soldato Charles, mentre lui cercherà di ritrovare la giusta via.


Alpine e Racing Bulls, due solide realtà


Norris ha provato a giocarsi il bottino grosso ma alla fine si è dovuto arrendere alla superiorità dei rivali, acciuffando un podio possibile solo grazie al ritiro di Antonelli, ed all’errore di Leclerc in qualifica. Verstappen, quarto, avrebbe voluto ottenere molto di più, così come Piastri, quinto. Chi oggi gioisce, vincitori a parte, sono invece i due piloti Alpine e il duo Racing Bulls: settimo posto per Gasly, all’arrivo subito davanti a Colapinto (penalizzato dopo la gara, viene classificato decimo), ottavo per Lawson, seguito al traguardo da Lindblad. Le due squadre continuano ad essere l’incubo degli altri, coloro che devono approfittare dei problemi dei big, puntando alle ultime posizioni della top ten quando Mercedes, Ferrari, McLaren e Red Bull terminano le gare. Alpine è una squadra destinata al cambio di proprietà, Racing Bulls è l’ex Cenerentola del Circus, fa impressione pensare che entrambe riescano a battere con costanza marchi storici, come Williams, o grandi costruttori come Audi e Cadillac (quest’ultima, però, debuttante pura). Fra due settimane in Austria, su un tracciato molto diverso da quello spagnolo, vedremo se avremo ancora questi rapporti di forza. Intanto il campionato è vivo, al vertice, come nella pancia del gruppo.


 
 
 

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