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F1, Monaco: Kimi mette la quinta

  • Immagine del redattore: Matteo Landi
    Matteo Landi
  • 1 minuto fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Antonelli trionfa ancora! Quello del bolognese è un dominio schiacciante. Hamilton, secondo, supera Russell in classifica mondiale.



Cinque vittorie consecutive, con l’ultima di questo filotto arrivata su uno dei tracciati più difficili del mondiale. Vincere a Monaco equivale al conseguimento di una Laurea in pilotaggio, farlo superando tutte le avversità odierne significa ottenere anche un prestigioso master. Antonelli ci sta abituando a quello che credevamo impossibile: vedere un diciannovenne italiano battere dei Campioni del Mondo nelle loro specialità. Il nostro paese ha sempre avuto piloti di un certo livello ma raramente hanno ricevuto il supporto che meritano, quello che ti permette di arrivare a lottare per le vittorie in F1. L’ultimo pilota del Belpaese a vincere nel Principato fu Jarno Trulli, nel 2004, al volante di una Renault che negli anni successivi diventò, con Alonso, padrona del campionato. La Mercedes di Kimi è già la migliore vettura del lotto ma il bolognese sa portarla dove altri non riescono. Vedere Russell al giro 55 doppiato dal giovane compagno di squadra rende l’idea di quanto Antonelli viaggi in simbiosi con la sua vettura. Osservarlo mentre batte Verstappen sul giro secco in qualifica, e poi Hamilton, nei suoi giorni migliori (l’inglese sta comunque ritrovando la luce) il più abile a gestire il ritmo in gara, rende l’idea dell’altissimo livello già oggi raggiunto dal velocissimo emiliano. Mentre gli altri sbagliavano beccandosi piogge di penalità, mentre Leclerc (e prima Stroll) scivolava sull’asfalto che si sgretolava, Antonelli teneva altissima la concentrazione resistendo a tutte le insidie di giornata. Compresa una bandiera rossa che azzerava i distacchi ed una Direzione Gara che decideva di far ripartire la corsa, a pochi giri dalla fine, con i piloti schierati in griglia di partenza. Per un attimo Hamilton ha sognato il colpaccio. Sarebbe stata la sua prima vittoria in Rosso, il risultato atteso fin dall’annuncio del suo arrivo a Maranello mentre Sainz ancora scaldava il sedile della Ferrari. Ed invece lo spagnolo resta l’ultimo vincitore del Cavallino Rampante, perché Kimi non ha sbagliato neanche la seconda partenza, dopo una prima impeccabile ma facilitata dallo stop immediato di Verstappen, fermato da problemi tecnici alla sua Red Bull un metro dopo lo scatto da fermo. Il pilota numero 12 ha artigliato un altro successo, ed ora nel mondiale scappa con un vantaggio di 66 punti sul primo inseguitore, non più Russell, la crisi di nervi per l’inglese è vicina, ma Hamilton. 


Russell e Leclerc, i due flop del weekend


Quando ha viaggiato in solitudine, per pochi giri, Russell ha mostrato che anche la sua Mercedes era in grado di far segnare ottimi tempi. La differenza a Monaco l’ha fatta il pilota, il livello di affinità con la sua vettura, il sentirsi un tutt’uno con la stessa. Se Leclerc ha perso il confronto con Hamilton, proprio sulla pista di casa, complici un sistema frenante che non sta digerendo e due gravi errori di guida in due giorni, almeno il monegasco ha delle attenuanti: sul suo incidente avvenuto in gara senza dubbio ha inficiato una sistemazione posticcia dell’asfalto, indegna considerando il lusso ostentato nel Principato. Russell invece continua a navigare in acque sempre più torbide, sembrando quei compagni di squadra di maranelliana memoria capaci di qualche grande exploit, ma anche di molta mediocrità, mentre Schumacher faceva incetta di vittorie e titoli. L’inglese non ha smesso di saper guidare, non ha perso la sua classe, ma il suo smalto sì. Ci saranno delle ragioni tecniche, in quanto non può un pilota del suo calibro sprofondare così in basso ritrovandosi a battagliare con vetture un secondo al giro più lente. Detto questo l’inglese continua a compiere sbavature e a Monaco è risultato poco incisivo nei momenti determinanti del weekend. Sesto in qualifica, fuori dai punti in gara. Vero, il team ha sbagliato tutto, non permettendogli di scontare ai box una penalità e obbligandolo ad un drive through. Però nelle peggiori condizioni Russell ci si era messo da solo ed ora è obbligato a rialzare subito la testa, già dal prossimo weekend in occasione del GP di Spagna, se vuole rimanere in lizza per il titolo.


McLaren e Red Bull ringraziano Piastri e Hadjar, ma perdono punti preziosi


Anche se ancora a bocca asciutta in termini di vittorie stagionali la Ferrari consolida la sua seconda posizione fra i costruttori. Dopo il ritiro canadese è arrivato un altro stop per Norris, mentre Piastri ha chiuso in quarta piazza. Nonostante la battuta d’arresto di Leclerc a Maranello festeggiano la ritrovata competitività di Hamilton, davvero a suo agio con la SF-26. La squadra condotta da Vasseur, questo weekend con qualche problema di salute e parzialmente assente dal circuito, ha allungato anche sulla Red Bull. La squadra anglo-austriaca devo comunque ringraziare la tenacia del suo secondo pilota. Hadjar, infatti, ha resistito a dei cali di potenza subìti dalla sua power unit ed è riuscito a raggiungere il podio, il suo secondo in carriera. 


Racing Bulls: che gara! Aston Martin, primo punto


Un italiano che vince, una Ferrari sul podio e la faentina Racing Bulls con due vetture a punti: che weekend per i nostri colori! Lawson e Lindblad hanno corso con intelligenza, tenendosi lontani il più possibile dai guai. Mentre altri naufragavano sotto la scure dei commissari, o provavano a giocare d’astuzia con le strategie (vedi Williams, ottava con Albon), il duo dello “junior team” Red Bull ha mantenuto i nervi saldi ed alla fine è stato premiato da un quinto e sesto posto che consentono alla Racing Bulls di rafforzare la sesta posizione fra i costruttori, avvicinandosi al quinto posto di Alpine (oggi settima con Gasly). Se quello del team con sede in Romagna rappresenta un risultato da incorniciare dello stesso tenore non è il primo punto ottenuto da Aston Martin. Considerando gli ingenti investimenti e le persone coinvolte nel progetto non hanno molto da festeggiare. Un risultato, oltretutto, ottenuto grazie ad una penalità subìta da Cadillac, la Cenerentola del Circus.


  


 
 
 

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