Kimi ferma più?
- Matteo Landi
- 5 minuti fa
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In Canada arriva la quarta vittoria consecutiva di un Antonelli inarrestabile. Esalta anche la prestazione di Hamilton, gran secondo. Leclerc in ombra ma quarto.Ā

Lāabbraccio del dopo gara segna un definitivo passaggio di consegne, nel momento di massima gioia per entrambi. Quattro vittorie in carriera per Antonelli, ottenute una di seguito allāaltra, miglior risultato in Ferrari per Hamilton, gran secondo. Il sette volte iridato ĆØ tornato nella sua versione migliore, il bolognese ce la sta mostrando per la prima volta, al secondo anno di F1. Nonostante la sua giovane etĆ Kimi sta ricordando proprio quel Lewis che sembrava imbattibile. Russell lo aveva battuto con furbizia, nella gara corta del sabato, costringendo Kimi ad un immeritato terzo posto. Lāitaliano aveva incassato la sconfitta con rabbia, che ha poi trasformato in determinazione in occasione della corsa domenicale. Il bolognese si ĆØ ripreso i punti persi, e con gli interessi. Ha giocato un grande ruolo la fortuna ma anche senza lo stop di Russell, che ha accusato problemi tecnici alla sua Mercedes, oggi Antonelli avrebbe vinto lo stesso. In termini prestazionali le vetture del team di Toto Wolff non hanno rivali e va ringraziato il manager austriaco per aver lasciato battagliare i suoi due pupilli, garantendoci spettacolo nella lotta per le prime posizioni. Se Antonelli gode lo stesso non si può dire di Russell. Quando la sua Mercedes si ĆØ ammutolita nel bel mezzo di una feroce battaglia con il compagno di squadra allāinglese ĆØ caduto il mondo addosso, ma soprattutto ĆØ piombato a 43 punti di distacco nel mondiale. Uno svantaggio sulla carta non impossibile da colmare, considerando la differenza di esperienza dei due piloti, nei fatti importante se guardiamo allo stato di forma di quel ragazzino che George avrebbe dovuto dominare senza problemi, nellāattesa che il fiore italiano potesse sbocciare. La strada ĆØ lunga e la pressione per chi corre ad alta quota tenderĆ a salire. Lāanno scorso Piastri ne ha fatto le spese perdendo sulla distanza il confronto interno con il più maturo compagno. ServirĆ lāAntonelli di questa domenica, freddo e determinato, piuttosto che quello di sabato, arrabbiato e incline allāerrore.
Una buona Ferrari, un grande Hamilton
Montate le gomme a mescola media Hamilton si ĆØ messo a volare. Giro dopo giro il suo distacco da Verstappen si ĆØ assottigliato, mentre in radio svegliava il suo box con un āIām pushing!ā. Fino al sorpasso sullāavversario che in passato gli ha regalato più dolori di tutti. Una manovra non di potenza, quella alla Rossa manca ancora, ma di pura classe, giocando con le traiettorie. Hamilton ĆØ finalmente quel pilota che la Ferrari si aspettava di vedere allāopera dallāinizio della sua avventura in Rosso? O si tratta della classica rondine che non fa primavera? Il tempo dirĆ . Intanto Vasseur fa bene a gioire, dopo tante amarezze. La squadra italiana ottiene il miglior bottino della domenica, grazie anche ai punti ottenuti da un Leclerc stavolta assai in ombra. Il monegasco ha chiuso quarto (quinto nella Sprint, davanti al compagno di box), assai staccato da Hamilton, dopo una corsa difficilissima, condita da diverse sbavature. Rassicura sapere che in Canada Leclerc spesso non ha brillato, mentre quella di Montreal ĆØ una pista che esalta le doti di Lewis. Soprattutto ĆØ confortante per la Ferrari vedere che anche gli altri sbagliano. Seconda e quarta al sabato, solo undicesima con Piastri di domenica, nel giorno del ritiro di Norris. La McLaren, la campionessa del mondo in carica, quella capace di vincere tre titoli in due anni, uscendo trionfante dalle sabbie mobili in cui era sprofondata solo pochi anni fa, oggi ha toppato. Andrea Stella e soci volevano giocare una scommessa, puntando sulla pioggia. Avrebbero potuto diversificare le strategie ed invece hanno fatto naufragare lāintera squadra, facendo scattare le due vetture papaya con gomme intermedie su pista asciutta. La pioggia, di fatto, non ĆØ mai arrivata e il disastro ĆØ stato inevitabile. Adesso Maranello rifiata, e ricaccia indietro in classifica costruttori il team inglese, che prima del Canada era arrivato a soffiargli sul collo. La squadra rimane comunque in attesa che la Federazione decida quale motorista ha il diritto di sviluppare il suo propulsore in virtù di un deficit di potenza, come stabilito dal regolamento. Sistema voluto per evitare domini schiaccianti.
Che Colapinto!
Nel suo paese viene osannato, acclamato, in un modo per noi europei impensabile, soprattutto se si considera il suo ancor leggero curriculum. Stavolta però Franco Colapinto merita davvero unāArgentina in festa. Sesto al traguardo, il migliore degli altri. E se Hadjar (ottimo quinto, ma quanti errori!) avesse collezionato una penalitĆ in più probabilmente il sudamericano avrebbe ottenuto un risultato ancor più prestigioso. Grazie a questa prestazione maiuscola lāAlpine veleggia indisturbata in quinta posizione nella classifica costruttori, staccata da Red Bull, ma assai davanti alla sesta, la Racing Bulls di Faenza. La scelta di snaturare il progetto francese installando le power unit Mercedes al posto dei Renault ha effettivamente semplificato la vita della squadra con sede a Enstone. Le scelte tecniche però non sono tutto: adesso Alpine può lottare a due punte.