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Ciao Alex. Però, Zanardi da Castel Maggiore!

  • Immagine del redattore: Matteo Landi
    Matteo Landi
  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

La notizia è terribile e triste: Alex ci ha lasciati, ma rimarrà per sempre con noi.

Fotografia di Benedetta De Marchi
Fotografia di Benedetta De Marchi

Non pensavamo che sarebbe potuto succedere. La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno, come un sorpasso improvviso ed imprevedibile al Cavatappi di Laguna Seca. Già, “The Pass”, il tuo biglietto da visita per gli americani, che hanno imparato velocemente ad amarti, già dal 1996 nell’anno della tua prima rinascita. Dall’altra parte dell’Oceano, nel vecchio continente, non avevano creduto in te. Ti ritrovasti a fare avanti e indietro in rettilineo su una Benetton, per dei test aerodinamici, in molti avrebbero gettato la spugna ed invece la tua incredibile forza e voglia di andare avanti ti proiettò negli Stati Uniti, per una nuova sfida in un mondo che non conoscevi e non sapeva chi fossi. Ma lo scoprirono presto. Non pensavamo che sarebbe potuto succedere, anche in modo un po’ naïf, perché così ci avevi abituato, all’impossibile. Lo sarebbe stato per gli altri, non per te. Come quando nel 2001 ti ritrovasti con pochissimo sangue in corpo, e senza gambe, dopo il terribile incidente del Lausitzring, durante la tua seconda vita americana, nella serie CART che in quel settembre faceva tappa in Germania. Ti tornò presto quel sorriso contagioso, simpatico e orgoglioso, quando alla premiazione dei Caschi d’Oro di Autosprint, solo tre mesi dopo quel terribile schianto, ti alzasti dalla carrozzina, con delle protesi al posto delle gambe, e snocciolasti perle indimenticabili, perché eri un grande anche con il microfono in mano, a tuo agio di fronte ad una platea in lacrime di commozione. Le imprese in handbike, quelle al ritorno in auto, nel turismo. Nel 2016 al Mugello fu una grande festa e decidesti di contraccambiare il tanto affetto che ti donammo non solo con altrettanta tua genuina gioia, espressa durante innumerevoli autografi da te siglati, ma anche con una bella vittoria in pista. Una staffetta di beneficenza, in handbike, ti aveva fermato, nel 2020, con un brutto incidente stradale. Era arrivato il momento di stare in famiglia, abbracciato dall’affetto di tua moglie e tuo figlio. La notizia, giunta poche ore fa, è triste, caro Alex. Te ne sei andato nello stesso giorno, il primo maggio, in cui salutò la vita terrena anche un’altra leggenda, Ayrton Senna. Non pensavamo che sarebbe successo, ma rimarrai per sempre nei nostri cuori. Fonte d’ispirazione, esempio. E rimarrai Sandro, Pineapple, Alex o come preferisci, “...però, Zanardi da Castel Maggiore!”.  


 
 
 

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