Reazione Kimi-ca!
- Matteo Landi
- 10 minuti fa
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Antonelli sbaglia la partenza ma, aiutato dalla fortuna, si riporta in testa, domina, e vince ancora! Rinasce la McLaren, seconda con Piastri. Leclerc conquista il podio dopo una gara da fenomeno. Hamilton sesto.

Appena passato il traguardo si apre in radio e ammette candidamente di essere stato fortunato per l’intervento della safety car, entrata per consentire la rimozione della Haas incidentata di Bearman, proprio nel momento per lui migliore subito dopo il pit stop dei suoi principali avversari, Hamilton escluso. La forza di Antonelli è anche in queste parole. Alla seconda vittoria consecutiva diviene il più giovane leader della storia del mondiale, ma tiene i piedi saldi a terra. Avrebbe potuto ricordare che senza la sua pessima partenza, in questo Kimi deve necessariamente migliorare, oggi non ci sarebbe stata storia ed avrebbe dominato senza rivali. Avrebbe potuto far presente che il più veloce, su una delle piste più difficili, del box Mercedes è stato lui, per tutto il fine settimana. A cominciare da una pole position che ha annichilito Russell, il ben più esperto compagno di squadra. Avrebbe anche potuto ricordare al suo ingegnere di pista, Peter Bonnington, che oggi lui, il giovane bolognese, è stato capace di un “Hammer Time” in puro stile Hamilton, il migliore Hamilton, quel Campione che ha costruito molte delle sue imprese proprio affiancato dallo stesso “Bono”. Andrea (ricordiamo il suo primo nome) è ormai l’incubo di Russell, colui che avrebbe dovuto addormentare il mondiale ed invece adesso si trova ad inseguire. Quarto, battuto da Piastri e pure da un indomito Leclerc, l’inglese esce battuto dal confronto con il compagno di squadra, quel pilota che accanto a lui avrebbe dovuto imparare il mestiere ed invece sta insegnando a George cosa significa correre sotto pressione. Al volante della monoposto migliore, con la power unit di gran lunga più potente, Russell ha perso le staffe quando ha capito che l’ingresso della safety car avrebbe “regalato” un pit stop ad Antonelli. Il pilota di King’s Lynn aveva tutte le carte in regola per risalire la china, ed invece alla ripartenza dalla safety car ha faticato tantissimo facendosi passare da Hamilton prima e Leclerc poi. Il sorpasso del monegasco è stato facilitato da un’improvvisa mancanza di potenza della Mercedes dell’inglese, ma ricordiamo che queste power unit sono progettate per rendere al meglio solo se un pilota non commette sbavature ed è in grado di recuperare energia nei momenti più opportuni. Russell è poi stato in grado di guadagnare una posizione, a discapito di Hamilton, ma non è riuscito a vincere la residenza dell’altro ferrarista. Oggi si è visto chiaramente che servono un Russell e mezzo per fare un Leclerc. E sono venute allo scoperto tutte le debolezze di George. Incapace di salire sul podio mentre davanti, Antonelli, creava il vuoto andando a vincere.
McLaren di nuovo fra i grandi
Su una pista in cui le differenze fra le power unit sono esaltate è parso evidente l’attuale vantaggio Mercedes sugli avversari. Verstappen, ottavo, non è riuscito a battere Gasly (grandiosa corsa del francese), chiudendo la gara appena alle spalle dell’Alpine motorizzata Mercedes, settima. Il quattro volte iridato ha battagliato nei tratti guidati ma in rettilineo la sua Red Bull non ha avuto alcuna possibilità di rivaleggiare con la spinta dell’ibrido della monoposto di Pierre. Con poche possibilità di ricaricare, a fronte di lunghi rettilinei, è tornata nelle prime posizioni la McLaren. Evidentemente il team di Andrea Stella sta iniziando a capire il funzionamento della power unit Mercedes, tanto che le pessime figure rimediate nei primi due appuntamenti stagionali sono un ricordo. Buona è stata la quinta piazza di Norris, meravigliosa la seconda di Piastri. L’australiano è finalmente tornato nella sua versione migliore. Addirittura, alla partenza, è riuscito a portarsi in testa contenendo Leclerc, quest’ultimo su una Ferrari svelta nei primi metri di gara, discreta nelle curve, ma in difficoltà negli allunghi.
Ferrari tenuta a galla da un grande Leclerc
La sua battaglia con Hamilton prima, e quella con Russell poi, sono stati i momenti più esaltanti del GP del Giappone. Azioni che ci hanno fatto per qualche attimo dimenticare le dinamiche di questa nuova Formula, in cui i piloti devono mostrarsi più ingegneri che acrobati al volante. Leclerc ha ragionato quanto ha potuto, gestendo le ricariche di energia nel migliore dei modi, ma alla fine ha battagliato come meglio sa fare: d’istinto. Ha smesso di rispondere al suo ingegnere ed a testa bassa ha spinto battagliando contro lo strapotere Mercedes, avendo la meglio con staccate al limite e dando tutto nel primo settore, percorrendo la prima curva su traiettorie per gli altri impensabili. Sembrava impossibile ma alla fine il coraggio del monegasco ha trionfato sulla cavalleria Mercedes. Il terzo posto gli ha permesso di festeggiare sul podio una grande performance personale, su una pista in cui la Rossa ha sofferto la velocità non solo della Mercedes ma anche della McLaren. La Ferrari esce battuta dalla terza gara del campionato, con delle certezze: la Rossa dispone di un buon telaio, una buona aerodinamica, gestisce bene le gomme, il deficit è di power unit. A tal proposito bisogna considerare che fra poco a Maranello potrebbero giocarsi un “jolly”. Se la Ferrari dimostrerà di avere almeno il 2% di potenza in meno rispetto alla Mercedes potrà sviluppare il motore e portare un’unità più potente già dopo la prossima gara di Miami. Saltati, causa guerra, gli appuntamento del Bahrain e dell’Arabia Saudita, la F1 tornerà ad inizio maggio, negli Stati Uniti. In attesa di un motore più potente, la corsa della Florida sarà la prima occasione della Rossa per recuperare parte dello svantaggio che accusa nei confronti della Mercedes, considerando che potrebbe debuttare la famigerata ala posteriore dai profili ribaltabili, denominata “Macarena”.