Formula Mercedes, ma Ferrari c’è
- Matteo Landi
- 2 giorni fa
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La prima gara stagionale si conclude con una doppietta Mercedes, Russell davanti ad Antonelli. La Ferrari non sfigura e piazza Leclerc e Hamilton in terza e quarta posizione. Le nuove regole portano emozioni e dubbi.

Sorride, festeggia più del vincitore. Sul podio Antonelli sprizza gioia da tutti i pori, al termine di un weekend di alti e bassi: dall’incidente avvenuto nelle prove libere, che ha obbligato i meccanici a ricostruire di corsa la sua Mercedes in tempo per le qualifiche, al secondo gradino del podio, ad un soffio dal compagno Russell. Kimi sa di avere per le mani la migliore monoposto del lotto, le previsioni della vigilia (lasciamo perdere quelle di Toto Wolff, che indicava Red Bull come la vettura da battere) si sono rivelate azzeccate. L’appuntamento per la vittoria, sarebbe la prima di un italiano dal lontano 2006, in cuor suo sa che è solo rimandato. Russell gioisce, in modo compassato, e appena ha l’occasione di parlare ad un microfono si preoccupa più di fare “politica” invocando interventi della Federazione atti a cambiare alcune regole, a suo dire pericolose, che a esprimere soddisfazione per quanto ottenuto a Melbourne grazie, anche e soprattutto, ad una Mercedes che non ha avuto rivali. La Ferrari ha provato a contrastare il pilota inglese, e forse con una strategia diversa avrebbe potuto battagliare più a lungo con le frecce d’argento ma, a giudicare dal loro passo-gara e dalla capacità di gestire al meglio le gomme, è presumibile affermare che avrebbe perso comunque questa prima battaglia. La squadra di Maranello, però, esce a testa altissima da questo primo confronto grazie a diversi aspetti positivi. Un Hamilton ritrovato, quarto a meno di un secondo dal compagno di squadra. La partenza (che gli avversari vorrebbero modificare nelle procedure) è stata come era lecito aspettarsi fulminea (visto il turbo più piccolo e quanto mostrato nei test invernali), tanto che Leclerc è riuscito a portarsi in testa nonostante scattasse dalla quarta piazza. E la velocità in gara è stata da seconda forza. Se il box Rosso avesse deciso di diversificare la strategia fra i loro piloti, facendo rientrare almeno uno di loro durante la prima Virtual Safety Car, al 13esimo giro, copiando le mosse dei piloti di Toto Wolff, adesso avremmo un quadro ancor più reale del livello prestazionale Ferrari. Ora che il team italiano è conscio di alcuni suoi punti di forza potrà concentrarsi su aspetti quali gestione pneumatici e finezze di assetto, in attesa che sulla SF-26 debutti anche l’ala posteriore con il profilo ribaltabile vista nei test. Considerando il distacco subìto, non incolmabile, la battaglia con i leader potrebbe tornare a giocarsi sui dettagli, mentre altri, come i campioni del mondo McLaren, ancora sembrano alle prese con la ricerca della piena comprensione delle regole del gioco. La pista di Melbourne ha evidenziato che al momento (ma i rapporti di forza potrebbero cambiare, ad ogni gara) la F1 vede disputarsi tre diversi campionati: Mercedes-Ferrari da una parte, Cadillac e Aston Martin (al momento un vero fallimento) in una sorta di “serie C”, e tutti gli altri in una terra di mezzo, distante (oggi quasi 52 secondi hanno separato il vincitore dal quinto classificato, Norris) dalla top class.
McLaren: da campioni a comprimari
Cambi regolamentari così importanti permettono a tutti di ripartire alla pari, da un foglio bianco. Con gli sviluppi poi le prestazioni, storicamente, tendono a livellarsi, ma adesso siamo in quella fase in cui i distacchi fra chi ha interpretato al meglio le regole e chi ancora sembra brancolare nel buio sono consistenti, per alcuni abissali. Era evidente che nei test pre-stagionali la Mercedes si fosse nascosta, da oggi sappiamo che non l'ha fatto la McLaren. I campioni del mondo 2025 sono l’ombra di loro stessi, e nelle difficoltà c’è chi annaspa di più. Piastri sperava di rifarsi della figuraccia della scorsa stagione ed invece è scivolato nelle sabbie mobili quando nel pre-gara ha distrutto la sua vettura contro le barriere. Per contro Norris è invece riuscito a transitare sotto alla bandiera a scacchi, ma con un distacco dal vincitore imbarazzante, soprattutto se consideriamo che il team papaya ha la stessa power unit dei primi due classificati. La polemica sulla capacità Mercedes di aggirare il limite del rapporto di compressione sembra essersi spenta, dopo l’accordo raggiunto fra squadre e F.I.A. (dal primo giugno il controllo avverrà anche a caldo e non solo a temperatura ambiente, come adesso). Forse tutta l’attenzione per la questione ha distolto lo sguardo dai reali fattori di performance che hanno permesso al team anglo-teutonico di dominare la scena nella gara inaugurale. Le Mercedes hanno mostrato una capacità di recuperare energia ben superiore, con più frequenza e qualità rispetto alle vetture dei team che schierano la stessa power unit. Software? Migliore comprensione del funzionamento della MGU-K? Solo la compagine di Toto Wolff può rispondere.
Red Bull insegue, ma ora viaggia a due punte. Verstappen già stanco delle nuove regole
A muro in qualifica e costretto a partire dalla 20esima posizione. Una domenica impegnativa attendeva Verstappen, al volante di una Red Bull non eccezionale, seconda forza in qualifica con il compagno Hadjar, gran terzo, ma assai distante sul giro secco dalla Mercedes. La sfortuna oggi non ha colpito Max, bensì il giovane e veloce compagno, costretto al ritiro con il motore in fumo, e così il quattro volte iridato si è rimboccato le maniche ed ha risalito la china a suon di sorpassi, sfruttando le regole di quel gioco che a lui non piace. Non ama alzare il piede ben prima del punto ideale di staccata per recuperare energia, non ama una power unit che perde 500 cv in allungo quando le batterie si scaricano. Non adora questa F1 e nelle dichiarazioni non lo nasconde. Verstappen continua ad essere però il solito Verstappen, un pilota intelligente, abile a comprendere rapidamente il limite della sua vettura, e quindi è riuscito a risalire fino alla sesta posizione finale. A differenza di Norris, le cui opinioni su questo format regolamentare sono cambiate, in peggio, quando ha capito il livello della sua McLaren, l’olandese non smetterà di odiare questo modo di correre, anche se dovesse tornare al vertice. Il giorno che si sentirà sazio e passerà definitivamente alle corse GT la F1 perderà una delle sue colonne portanti.
Lindblad, che debutto! Bene anche Haas e Audi
Il gruppo Red Bull oggi può gioire non solo per la rimonta di Verstappen ma anche per la grande prestazione del debuttante Arvid Lindblad: nono in qualifica, ottavo in gara. Nel 2025 il britannico aveva chiuso il campionato di F2 in sesta piazza, assai lontano dal campione, Fornaroli. Sprazzi di velocità ed alcune vittorie di tappa avevano però convinto Helmut Marko ad assumerlo e piazzarlo in Racing Bulls, prima che il manager austriaco si arrendesse alla pensione. Una gara non basta per dire se l’ex pilota di 82 anni avesse ragione ma il neo acquisto non ha fallito nella sua prima occasione. Davanti a lui ha concluso, in settima piazza, un altro pilota inglese di belle speranze, Bearman, al volante di una Haas più convincente in gara che in qualifica. Dietro ha chiuso, in nona posizione, la debuttante Audi, con Bortoleto al volante, e l’ottimo Gasly, decimo con un’Alpine che nonostante la power unit Mercedes non ha ancora compiuto decisi passi in avanti. I sei ritiri odierni testimoniano che quest’anno raggiungere la top ten non significa più avere buone prestazioni ma anche un’ottima affidabilità.
Prossima tappa: Cina
Il prossimo weekend sarà il turno del GP di Cina, seconda corsa di una stagione che, considerando il quadro geopolitico mondiale, è destinata ad avere un numero incerto di gare. A Shanghai la capacità di recuperare energia e sfruttare la componente elettrica delle power unit continuerà ad essere un fattore determinante. Vedremo ancora alcuni sorpassi “veri” e molti, moltissimi, sorpassi in overtake mode (il pilota che segue può sfruttare una potenza superiore rispetto a chi lo precede), in stile Formula E. Questa è la F1 odierna, elogiata dal “nuovo” pubblico, che al tempo stesso fa storcere il naso allo zoccolo duro degli appassionati. Non è sbagliato credere che ad ogni gara avremo oltre cento sorpassi. Nei primi giri ci siamo divertiti nel vedere battagliare Russell e Leclerc per la leadership, ma certamente non è il massimo vedere piloti costretti a correre in modo innaturale, inchinati alle esigenze dell’ibrido. Andando avanti con la stagione è presumibile pensare che torneremo a parlare di gomme (se questa è una gioia…), di rivalità fra piloti e di lotta iridata. Intanto, bentornata Formula 1!



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