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Antonelli, vittoria!

  • Immagine del redattore: Matteo Landi
    Matteo Landi
  • 10 minuti fa
  • Tempo di lettura: 5 min

In Cina arriva la prima vittoria di Antonelli! Un italiano torna finalmente al successo. Hamilton, terzo dietro a Russell, festeggia il suo primo podio in Ferrari. Leclerc è quarto.



Quando il 19 marzo del 2006 Giancarlo Fisichella vinse il GP di Malesia non poteva sapere che il suo successore, il pilota italiano che avrebbe vinto di nuovo, al momento non era ancora nato. Circa cinque mesi dopo la vittoria del pilota romano venne al mondo, a Bologna, colui che avrebbe spezzato il lungo digiuno. Alla seconda corsa della stagione, come per l’allora pilota Renault, Antonelli ottiene la sua prima vittoria in F1, un giorno dopo aver spezzato un’altra maledizione conquistando una pole position che mancava ad un italiano dal GP del Belgio 2009, quando a mettere davanti a tutti in qualifica la sua Force India fu sempre Fisichella. Andrea Kimi piange, si commuove. Lo fa prima del podio, durante la premiazione, alle interviste. Ha alle spalle un anno di crescita, fatto anche di momenti difficili, vissuti quando a metà della sua stagione d’esordio si rese protagonista di una fase calante dopo un avvio di campionato promettente. Il sorriso gli tornò una tantum, con il terzo posto ottenuto in Canada, nella stessa corsa che vide trionfare il suo compagno Russell. Antonelli rivide la luce nel finale della scorsa stagione, recuperando l’entusiasmo dei giorni dell’esordio. Anche nei momenti peggiori Toto Wolff non ha mai perso le staffe, ha cullato il suo pilota, consapevole delle potenzialità di Kimi. Giovanissimo, tanto da diventare ieri il più giovane poleman della storia, oggi ha mostrato al mondo che il percorso di crescita è già a buon punto. Di strada ancora ne dovrà fare, tornerà a sbagliare e ad imparare dai suoi errori, ma intanto sa già come farsi valere mostrando che il suo trionfo non è frutto solo della superiorità del mezzo che guida. Il suo compagno di box è Russell, considerato uno dei piloti più forti della categoria e molto più esperto dell’italiano, ma oggi lo ha sonoramente battuto. Nelle qualifiche l’inglese ha accusato un problema tecnico che lo ha costretto a compiere il giro veloce non nelle condizioni ideali, ma che gli ha comunque garantito la seconda posizione in griglia di partenza. In gara però George non è stato incisivo quanto l’altro pilota Mercedes, rimanendo a lungo bloccato dai piloti Ferrari, duellanti fra loro. Nel finale, con le due punte della squadra anglo-tedesca a comandare la corsa, Russell non è mai stato in grado di rimontare e impensierire la leadership di Antonelli. E sul podio la faccia meno sorridente era la sua, tanto che si è fatto persino da parte per lasciar immortalare la foto di giornata: Peter “Bono” Bonnington, ingegnere di pista di Antonelli, abbracciato all’italiano ed al pilota che gli ha lasciato il sedile in Mercedes, Hamilton, al primo podio in Rosso.


Ferrari: ecco finalmente il primo podio di Hamilton! Ma che lotta con Leclerc!


Una lotta rude, al cardiopalma. Sorpassi, controsorpassi, non solo in rettilineo grazie alla maggiore potenza garantita dall’overtake mode, ma anche in curva, in staccata, insomma ovunque. Una battaglia che ha fatto perdere tempo ai due piloti Ferrari, staccati oltre 25 secondi dal vincitore, ma considerato il vantaggio sugli inseguitori bene ha fatto il box a non interferire. Il monegasco sembrava poter raccogliere un altro terzo posto ma un suo piccolo errore ha spianato la strada al primo podio in Rosso di Hamilton. Nella Sprint di ieri Lewis aveva ottenuto un piazzamento (non fa statistica, trattandosi della corsa breve) che poteva lasciargli l’amaro in bocca, considerando che l’anno scorso proprio nella “garina” cinese ottenne l’unica gioia di una stagione difficile. Stavolta invece Russell, primo, e Leclerc, secondo, sono riusciti a fare meglio di lui (terzo, davanti a Norris e Antonelli). Oggi Hamilton si è ripreso con gli interessi quanto non ottenuto ieri ed ha mostrato a tutti di essere un pilota tutt’altro che finito: a 41 anni si è concesso il lusso di vincere il confronto con il ben più giovane compagno Leclerc. 


La sconfitta odierna di Charles potrebbe far bene anche al monegasco stesso, che trova di nuovo in squadra un pilota, come successe con Sainz, capace di spingerlo, di fargli da pungolo. Abbandonata la fase delle vetture ad effetto suolo Hamilton ha ritrovato brio con una monoposto che evidentemente gli trasmette sensazioni migliori. Il campionato è ancora lungo, a Maranello hanno ancora tempo e risorse per evolvere una monoposto ancora prestazionalmente lontana da quella Mercedes fulminea nei tratti veloci. Durante le prove libere è tornata in pista l’ala posteriore dai profili ribaltabili (da molti denominata “Macarena”), ancora in fase di test. La squadra sta esplorando più sentieri di sviluppo, la carne al fuoco è molta e l’importante, al momento, è continuare a portare a casa risultati, mettere fieno in cascina. Per tenere alla portata la Mercedes e guadagnare più punti possibili su altri rivali accreditati, ma oggi assai in difficoltà. 

  

Bearman e Gasly esaltano. Ma quanti ritiri!


Già alla lettura della prima bozza di regolamento era evidente come il primo vero obiettivo di tutti sarebbe stato il raggiungimento della bandiera a scacchi. In Cina l’affidabilità ha recitato un ruolo importante. La classifica finale della gara asiatica vede Bottas tredicesimo, al volante della recalcitrante Cadillac. Ancora qualche ritiro ed il finlandese avrebbe regalato la prima gioia dell’anno al marchio americano. Fuori Verstappen, Alonso e Stroll. Neanche partite le due McLaren (i campioni del mondo in carica, ricordiamolo), l’Audi di Bortoleto e la Williams di Albon. Il regolamento 2026 sta regalando sofferenze a piloti e squadre illustri, e gioie a chi sa approfittare delle sventure altrui: mentre in McLaren si leccano le ferite, nonostante abbiano la power unit che con la casa madre sta dominando questo inizio di mondiale, alla Haas gioiscono per una provvisoria quarta posizione nel mondiale costruttori che ha del miracoloso. ll team statunitense deve ancora fare i conti con un Ocon incostante e sprecone ma al tempo stesso applaude l’ennesima grande prestazione di Bearman: quinto. L’inglese ha corso in modo magistrale ed ha avuto la meglio su Gasly, un altro pilota tostissimo, capace di portare una rivitalizzata Alpine in sesta posizione. Il team di Enstone festeggia anche il decimo posto di Colapinto: l’argentino meritava un risultato migliore, e sarebbe arrivato se Ocon non avesse speronato la sua vettura. I tanti ritiri hanno permesso a Sainz di issare un’appesantita e lenta Williams fino alla nona piazza e a Hadjar di ottenere un ottavo posto nonostante un’irriconoscibile Red Bull, subito dietro ad un redivivo Lawson, settimo.


Un aprile senza F1


Dopo due gare consecutive ed una Sprint la F1 si prende una pausa e tornerà fra due weekend in Giappone. Vedremo se anche a Suzuka parleremo meno di lift and coast e super clipping, raffreddando le polemiche generate dal nuovo regolamento con del sano agonismo, come accaduto questo weekend. Intanto anche il dorato mondo del Circus fa i conti con la difficile situazione geopolitica mediorientale. Il calendario infatti, al momento, scende a 22 eventi, data la cancellazione dei GP del Bahrain e d’Arabia Saudita. 

 
 
 
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