King Charles
- Matteo Landi
- 2 giorni fa
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Aggiornamento: 1 giorno fa
A Silverstone Leclerc torna al successo con una prestazione maiuscola. Per la Ferrari è la 250esima vittoria. Russell beneficia dei ritiri e degli errori altrui e termina la gara in seconda posizione. Hamilton, terzo, si porta a 32 punti da Antonelli, ancora leader del campionato ma oggi solo 15esimo.

Una lunga traversata del deserto, mentre il plurititolato compagno iniziava a prendere sempre più in mano la squadra, quel team a cui Charles ha giurato fedeltà a vita, o almeno fino al coronamento di quel sogno mondiale che ancora è lontano dal concretizzarsi. Ha dato tutto se stesso alla causa, a volte sbagliando, spesso ultimamente, vittima della tipica frustrazione di chi non vede mai arrivare il proprio momento. Un podio dietro l’altro di Hamilton, poi la prima vittoria in Rosso dell’inglese, mentre Leclerc si metteva in discussione, sbatteva contro le barriere nella sua pista di casa, inseguiva una sintonia mai trovata con la SF-26. Fino a questo weekend, alla gara di casa del proprio vicino di box. “Lewis, Lewis, Lewis” intona la folla di Silverstone, rivolta al proprio beniamino, di nuovo sul podio. Poteva arrivare un altro successo di Hamilton, ma stavolta l’inglese ha compiuto qualche errore di troppo e nel complesso non è stato “The Hammer”, come molti si aspettavano. Il secondo posto ottenuto dal sette volte iridato nella gara sprint del sabato, di poco dietro ad Antonelli, mentre Leclerc mestamente chiudeva in quinta posizione, è stato l’antipasto di una gara domenicale dal canovaccio completamente diverso. Una penalità di cinque secondi per partenza anticipata ha tarpato le ali ad Hamilton, penalizzato anche da un secondo pit stop compiuto a pochi giri dal termine, durante la safety car. Errori del n°44 a parte, la verità è che stavolta Leclerc non ha avuto rivali, almeno all’interno della sua squadra. Una prima posizione agguantata allo start e conservata con caparbietà dalla costante minaccia chiamata Antonelli. L’italiano si è dovuto arrendere di fronte all’ennesimo problema tecnico accusato dalla sua Mercedes, proprio mentre, forte di gomme più fresche, stava rimontando sul leader. Non si dica però che Leclerc ha colto una vittoria fortunata: nella F1 della rivoluzione tecnica l’affidabilità è tornata ad essere una variabile determinante, divenendo parte del gioco, e comunque Charles si è messo fin dai primi metri di gara nelle condizioni ideali, a fare la lepre, obbligando gli inseguitori a sforzi supplementari. La vittoria odierna è un altro obiettivo raggiunto da una Ferrari che ha compiuto un miracolo tecnico, capace di ribaltare i pronostici e sfidare quella Mercedes che sembrava destinata a vincere il mondiale a mani basse, con ampio margine. Forse alla fine andrà così, ma intanto a Maranello stanno facendo di tutto per mettersi di traverso, per intralciare il cammino dei presunti vincitori seriali.
E Leclerc ha terminato la sua traversata nel deserto, abbeverandosi con lo champagne che sgorga nel fiume della vittoria. Bentornato al successo Charles.
Russell festeggia ma non convince
Sul podio solo Russell è raggiante quasi quanto il vincitore. L’inglese vede ridursi a 25 lunghezze il suo distacco dal capoclassifica Antonelli. Nella gara di casa George sperava di poter ottenere un altro successo, dopo quello ottenuto in terra austriaca, ed invece ha colto una seconda piazza che, a fronte del 15esimo posto di Antonelli, gli consente comunque di ravvivare la sfida al vertice. A Silverstone tanti fattori esterni alla sua condotta di gara gli hanno consentito di salire sul podio: dall’uscita di Verstappen, quando l’olandese occupava saldamente la terza posizione, al problema tecnico accusato dalla vettura del suo team mate, lanciato all’inseguimento della testa della corsa. Nonostante l’assottigliarsi del distacco dal leader della classifica il pilota di King’s Lynn dovrà fare un esame di coscienza perché non potrà andare avanti contando sempre sui problemi altrui: il giovane compagno di squadra continua a dimostrarsi assai più incisivo, e mentre la parabola prestazionale di Antonelli è in evidente ascesa sembra che il percorso di crescita dell’inglese cominci a plafonarsi. In campionato tiene alle spalle Hamilton, ma quest’ultimo sta sfornando gare ben più convincenti (malgrado qualche inciampo) nonostante una Ferrari non ancora all’altezza della Mercedes. Seppur adeguatamente sviluppata da un team che in passato è risultato carente sotto questo aspetto. Dunque chi sarà il vero rivale di Antonelli?
Red Bull finalmente a due punte. E che Racing Bulls!
Una qualifica strepitosa, in cui Hadjar si è dimostrato capace di battere Verstappen. Se nella gara corta non è riuscito a cogliere punti, in quella lunga ha raggiunto un quinto posto che gli permette di consolidare l’ottava posizione in campionato, appena dietro al quattro volte iridato compagno di squadra. Una delle novità di questa stagione è che Red Bull corre finalmente a due punte. Sembrano terminati i tempi in cui Verstappen massacrava (sportivamente parlando) i compagni di squadra, alle prese con vetture che funzionavano solo nelle mani di Max. Il problema del team anglo-austriaco risiede nelle prestazioni della loro vettura, in alcuni casi capace di issarsi in alto, ma tendenzialmente non veloce quanto Mercedes, Ferrari e McLaren. All’interno della galassia Red Bull va invece tutto per il verso giusto per la Racing Bulls. Sesto Lawson (buon ottavo nella gara sprint), settimo Lindblad: la squadra faentina adesso è a un solo punto di distacco dall’Alpine (oggi nona con Colapinto e decima con Gasly) e si candida quindi al ruolo di prima degli altri. Ben davanti a Haas, Williams e Audi (la squadra di Binotto è finalmente tornata a muovere la classifica grazie all’ottavo posto di Bortoleto). Ed ovviamente fuori dalla portata di Cadillac e della delusione della stagione, quell’Aston Martin che Newey avrebbe dovuto portare al mondiale ma che per il momento non è neanche una comparsa.



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