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F1, Austria: foxy Russell Show

  • Immagine del redattore: Matteo Landi
    Matteo Landi
  • 28 giu
  • Tempo di lettura: 3 min

Con furbizia e abilità Russell torna alla vittoria. Verstappen si schianta in qualifica ma sale sul podio in gara. Antonelli, terzo, limita i danni. Ferrari inconsistente: Hamilton conclude in quinta posizione, Leclerc in ottava. 



Fino all’ultimo ha provato a ricucire il distacco dal leader, ma il miracolo gli è riuscito a metà. Dalla barriera, su cui ha distrutto la vettura durante le qualifiche, al secondo posto. Verstappen è stato uno dei protagonisti indiscussi del weekend. E con lui la Red Bull, capace di uscire dalle sabbie mobili e tornare sul podio, ad un passo dal successo. Dopo la vittoria Ferrari arrivata in terra spagnola ecco un ottimo exploit del team anglo-austriaco. Ma è con la costanza che si può davvero competere per il bottino grosso, il titolo mondiale, come insegna la squadra di Toto Wolff. Stavolta tutto è filato liscio per la Mercedes, tornata a vincere con Russell, al secondo successo stagionale contro i cinque di Antonelli (al netto delle sprint). Stavolta il bolognese è risultato meno solido del compagno Russell. L’italiano, giunto terzo, sul podio e nelle interviste non è parso raggiante, ed anzi ha criticato la sua stessa condotta, troppo aggressiva nei primi giri quando si è ritrovato a combattere con vetture meno performanti della sua. Con un poco di pazienza in più sarebbe riuscito a gestire meglio gomme e vettura, e probabilmente a contendere il successo al compagno di squadra. Si impara di più dalle sconfitte che dalle vittorie, lo evidenziano le parole dell’italiano, capace a mente fredda di fare un reset mentale proiettandosi subito alla prossima sfida. 


Russell, dalla pole in giallo alla vittoria


L’inglese ha attirato le critiche quando in qualifica ha strappato la pole position a Leclerc, nonostante l’esposizione delle bandiere gialle, e nonostante la presenza di una vettura, quella di Verstappen, ferma fuori pista suggerisse maggiore cautela. Russell, l’esponente di spicco della GPDA (il sindacato dei piloti), che all’occasione preferisce tirare dritto verso i suoi obiettivi individuali piuttosto che tutelare la sicurezza sua e dei suoi colleghi. A livello regolamentare l’inglese non ha sbagliato, alzando quel poco il piede dall’acceleratore, tanto evitare una penalità e al tempo stesso assicurarsi il miglior tempo. A livello etico la sua condotta lascia perplessi. Ogni pilota ha uno stile, nelle vittorie e nelle sconfitte, adesso conosciamo il suo. Certi suoi toni provocatori, sia nel team radio post qualifiche che davanti ai microfoni, rappresentano bene un’arroganza che potrebbe giocargli contro, almeno in tema di popolarità. Nonostante queste considerazioni l’inglese merita le congratulazioni per come ha gestito la gara odierna, scattando perfettamente allo start e tenendo un ritmo sufficiente a garantirgli il successo. 


Adesso è tornato secondo in classifica mondiale, a 40 punti dal compagno di squadra, 6 lunghezze davanti a Hamilton.


Ferrari, weekend difficile


Dalle stelle alle stalle? Sarebbe troppo facile giocare con le parole pensando all’andamento discontinuo della Rossa. Finalmente sulla vettura di Maranello è stata montata una power unit evoluta, con qualche cavallo in più, ma il passo in avanti non è stato ovviamente sufficiente a colmare un divario di potenza che ancora sussiste nei confronti dei motorizzati Mercedes. Sulla pista austriaca, corta ma dotata di importanti allunghi frammentati da potenti frenate, la Ferrari ha mostrato tutte quelle lacune che era riuscita a mascherare a Barcellona. In più è parso evidente quanto la squadra non sia riuscita ad adattare la SF-26 alle caratteristiche del tracciato ed a quelle ambientali. Hamilton è arrivato quinto, provando anche un azzardo strategico (compiendo una sosta in più, sfruttando un regime di virtual safety car), Leclerc è sprofondato in ottava posizione, battuto anche da Hadjar, sesto, e da Norris, settimo. Anche all’interno di un weekend non facile per tutto il box Rosso vengono confermate le difficoltà del monegasco e il buon stato di forma del compagno inglese, capace comunque di duellare anche nei giorni difficili. 


La F1 non si prende soste e il prossimo fine settimana il Circus farà tappa a Silverstone. Hamilton potrà trarre giovamento dalla spinta in più che riceverà dai suoi tanti fans. Vedremo se la squadra di Vasseur riuscirà a tornare in carreggiata, tanto da tornare a combattere se non per la vittoria almeno per il podio.


 
 
 

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