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Kimi e Charles, lo spettacolo siete voi

  • Immagine del redattore: Matteo Landi
    Matteo Landi
  • 9 minuti fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Antonelli, tornato alla vittoria, e Leclerc, secondo, salvano la faccia al Circus. A Spa la F1 semi elettrica tocca il suo punto più basso.



Oggi la rimonta ha avuto un esito diverso. Due settimane dopo il successo di Leclerc, favorito dal problema tecnico accusato dalla Mercedes di Antonelli, è arrivato quello del bolognese. Anche a Spa, come a Silverstone, la battaglia per la vittoria nella seconda parte di gara è stata un affare tra Charles e Kimi, con il primo nei panni dell’inseguito. Stavolta la vettura dell’italiano si è dimostrata affidabile, ed al 34esimo giro dei 44 di gara è arrivato l’affondo decisivo con cui Antonelli si è preso la leadership. Se a Silverstone la Rossa avrebbe potuto comunque dire la sua, nell’ipotesi in cui la freccia d’argento non avesse accusato problemi, su un tracciato come quello belga la battaglia è parsa decisamente impari. Leclerc era riuscito a portarsi davanti a tutti sfruttando un regime di virtual safety car per disputare l’unica sosta ai box. Strategicamente in Ferrari hanno compiuto la scelta corretta, facendo allungare ai suoi piloti il primo stint di gara, e diversificando la strategia rispetto a rivali ben più veloci in rettilineo e difficili da attaccare. L’azzardo ha pagato ma una volta leader Leclerc sapeva di poter contare solo sulle sue forze. Il monegasco ha corso con il coltello fra i denti per tutta la gara arrivando persino al contatto con la McLaren di Piastri, nelle prime fasi, e spremendo tutto il possibile dalla sua monoposto, nella seconda parte, per cercare di contenere la rimonta di Antonelli prima, e per rimanere a contatto con l’italiano una volta subito il sorpasso.


I due sono stati i veri mattatori del weekend, su una pista che da “Università della F1” si è trasformata in un tracciato meno selettivo considerando le criticità delle monoposto 2026. I lunghi rettilinei hanno spremuto le batterie delle vetture, lasciando i piloti con metà potenza per buona parte del giro. Prima della gara Verstappen, da anni tutt’altro che docile nel farsi imbavagliare dal potere sportivo, non aveva risparmiato critiche, dichiarandosi tutt’altro che entusiasta di guidare per quasi un intero settore una vettura da F1 con un motore da categoria inferiore. L’olandese sul podio non ha fatto mancare qualche sorriso, consapevole di aver compiuto un altro mezzo miracolo riuscendo a issare la sua Red Bull fino alla terza posizione, ma il suo umore non è cambiato e il suo futuro agonistico resta incerto.


Russell e Hamilton in difficoltà


Sia per Mercedes che per Ferrari si è trattato di un fine settimana da bicchiere mezzo pieno. Una parte del box anglo-teutonico ha gioito per la vittoria di Antonelli, che permette all’italiano di ricacciare a 45 punti di distacco il primo rivale in classifica, Hamilton, quest’ultimo di nuovo davanti a Russell. L’altra parte si lecca le ferite. L’inglese del team condotto da Toto Wolff si è reso autore di una tre giorni da incubo. Nelle prove è parso l’ombra del miglior George, in grossa difficoltà nella gestione dell’energia derivante dalla componente elettrica della power unit. Ampiamente battuto in qualifica dal compagno, in gara Russell ha avuto un primo giro da incubo: prima si è fatto risucchiare dagli inseguitori, poi un contatto con la Ferrari #44 lo ha escluso dalla corsa. E adesso è sprofondato a 50 punti dalla vetta del mondiale. Anche nel team di Maranello i sorrisi sono smorzati dalle difficoltà riscontrate in una parte del box. Fino a poche settimane fa si parlava di un Hamilton trascinatore e di un Leclerc in difficoltà, nel giro di due gare la situazione non si è del tutto capovolta ma certamente il benchmark è cambiato. Per la seconda corsa consecutiva è Leclerc a fare la voce grossa, mentre Hamilton si rende autore di sbavature. Prima colpisce le barriere durante le prove libere, costringendo i meccanici ai lavori forzati per permettere al britannico di prendere parte alle qualifiche. Poi in gara si ritrova penalizzato di cinque secondi per aver messo fine alla corsa di Russell, ed infine investe un suo meccanico durante la sosta ai box. La quarta posizione finale, considerando i vari contrattempi, non è un risultato da buttare ma nelle prossime gare è necessario che torni in pista quel pilota veloce e solido che abbiamo visto fino al GP di Barcellona. Se in Austria neanche un miracolo avrebbe salvato la Rossa dalle sabbie mobili, sia a Silverstone che a Spa qualche punto è stato sicuramente perso per strada. Per combattere contro questa Mercedes serve la migliore combinazione di efficacia ed efficienza.


Aston Martin, crisi infinita. Audi, c’è luce in fondo al tunnel


Nella seconda parte del gruppo arrivano due conferme, una in negativo, l’altra in positivo. In fondo alla classifica continua a fare scalpore un’Aston Martin imbarazzante, nonostante gli investimenti ed i proclami fatti la saga dell’orrore prosegue e a Spa Alonso ha concluso la corsa in ultima posizione, staccato 2 giri dal vincitore. Ottime notizie invece per Audi: le prestazioni sono ancora più da Sauber che da prestigioso marchio automobilistico, tuttavia il secondo risultato utile consecutivo permette al team di Binotto di sperare in un futuro migliore. Bortoleto è stato veloce e solido, e l’ottavo posto conquistato appena davanti alla vera rivelazione dell’anno, la Racing Bulls di Faenza (comunque ancora a punti grazie a Lindblad, nono), permette ad Audi di portarsi ad una sola lunghezza dalla Williams (crisi nera per il team inglese) ed avvicinarsi a Haas. 


Prossima tappa: Ungheria


Fra una settimana la F1 tornerà a relazionarsi con un circuito dalle caratteristiche più idonee a nascondere i difetti di queste vetture. Il lento tracciato ungherese permetterà ai piloti di correre come meglio sanno, senza troppo pensare alle necessità energetiche delle monoposto. La Ferrari non dovrebbe soffrire la maggiore potenza dei motorizzati Mercedes ma, considerando lo svolgimento del campionato, fare pronostici è avventato. Sicuramente dovremmo tornare ad assistere ad una F1 decorosa, con vetture che non perdono velocità in fondo ai rettilinei. Nell’attesa che gli sviluppi regolamentari riportino la massima Formula sui giusti sentieri.


 
 
 
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